21 maggio 2011 – La Notte Nerazzurra

L'incredibile folla situata sotto il palco della Notte Nerazzurra.

Cronaca di un una giornata vissuta pericolosamente. Per tutti i calciofili il mese di maggio ricorda da sempre o grandi vittorie o grandi delusioni (a questo proposito ne sanno qualcosa gli interisti!). Il 21 maggio 2011 verrà ricordato da tutti gli atalantini come una fantastica giornata di festa, dove le emozioni non sono di certo manacate. Qui di seguito proverò ha raccontarvi quelle che ho vissuto io!

Sabato, subito dopo pranzo, decidiamo di partire alla volta del comunale ma in realtà è già tutta settimana che mi sento con i miei amici per l’organizzazzione della giornata. Ore 13.15 partiamo di Villa di Serio verso il centro di Bergamo alla ricerca di un parcheggio che non sia troppo distante né dalla festa, la quale si tiene alla sera, né dallo stadio dove, nel pomeriggio, si disputerà Atalanta – Cittadella (ultima giornata in casa di questa serie Bwin). Arriviamo in centro e già sentiamo colpi di clacson (misti a urla di gioia!), vediamo bandiere sventolare dai finestrini delle auto e gente vestita stile Atalanta! E’ già tempo di festa!  Con la solita “fortuna” che ci contraddistingue non troviamo un parcheggio utile per sistemare la Mito in modo da non ritrovarci poi con una bella multa per divieto di sosta appiccicicata al cruscotto. Decidiamo quindi di parcheggiare dalle parti della casa del Giovane. Qualche Km a piedi e siamo allo stadio: vista l’ora tarda (mancano poche decine di minuti all’inizio della partita) troviamo un po’ di coda ai tornelli (mai capitato in tutto l’anno!). Una volta superati ci ritroviamo in mano un comunicato degli ultras e un cartoncino nerazzurro con una grande A disegnata di bianco: sarà la coreografia che farà da cornice a tutto lo stadio. La partita inzia e il colpo d’occhio che offrono le “A” nerazzurre è da brividi!! Partita con un inizio soft  ma poi, quasi all’improvviso,  vedo un biondo danese svettare di testa ed insaccare sotto la sud, è 1 a 0 per noi e il marcatore è Troest! All’inizio del secondo tempo raddoppia Marilungo con un bellissimo pallonetto, finalmente al goal dopo troppi mesi d’astinenza.  Nel bello di rendersi conto della situazione e di capire che forse per il Siena di Conte non sarà quasi più possibile raggiungerci al primo posto, vedo il Cittadella di Piovaccari reagire come una serpente ferito e nel giro di 5 minuti pareggiare i conti. La senzazione è quella di una doccia gelata seguita da un’espressione incredula (quasi amareggiata per il pareggio!). La partita continua con un ritmo da scapoli contro ammogliati e si trascina fino al termine quando, dopo qualche minuto di infinito recupero, l’arbitro fischia la fine. L’amarezza per la non vittoria scompare di colpo e lascia il posto all’euforio d’inizio festa: le belle mogli dei calciatori ( soprattutto “innamorate” come direbbe Clivo) e i bambini accompagnano i giocatori per l’ennesimo e ultimo giro di campo. Leggi il resto dell’articolo

Annunci

E’ serie A… e quel pazzo ci porta in Europa!

Finalmente  in serie A!

Finalmente perché è da circa due mesi che nessuno nutriva più dubbi su una possibile promozione della Dea nella massima serie. Mancava solo la matematica che è arrivata soltanto in questa 39 giornata, matematica che è arrivata con un bel po’ di sofferenza e dopo qualche giornata di fisiologica flessione in cui la squadra ha incontrato qualche difficoltà e in cui non riusciva a siglare qual maledetto Macht Point.

Bello e memorabile che questo macht point sia arrivato in casa nostra, allo stadio Bortolotti di Bergamo, davanti a 18000 atalantini presi a fine partita dal delirio! E finalmente via, via da questo schifoso campionato di serie B, campionato difficile e assurdo, dove, se non entri concentrato al 200% rischi di perdere e fare brutte figure contro una squadra che fino a ieri non pensavi nemmeno esistesse. Fece fatica perfino la Juventus, nell’unico campionato di serie B disputato, ha fatto fatica il Siena (pure lui promosso nella stessa giornata della Dea) e ha fatto fatica l’Atalanta. Le prime due in classifica hanno dimostrato di essere di un’altra categoria (+ 10 punti sulle terze!), di non condividere niente con squadre come Novara e Varese e di avere uno spirito diverso dalle nobili decadute come Torino, Empoli e Livorno. Siamo stati superiori in tutto e come giusto che sia l’anno prossimo giocheremo nell’unico campionato che  meritiamo.

Ora Atalanta e Siena si contenderanno il primo posto. Mancano tre turni e sinceramente vedo l’Atalanta leggermente favorita per la conquista della vetta, visto che le sue avversarie (Albinoleffe, Cittadella e Grosseto) sono meno impegnative di quelle del Siena (Ascoli, Varese e Albinoleffe)  e visto che giocherà due partite su tre in casa (al contrario del Siena). Leggi il resto dell’articolo

Al servizio di nessuno!

Doni e Percassi alle presentazione del progetto "Atalantini del futuro"

Qualche giorno fa, su un sito interamente dedicato alle notizie di casa Atalanta, mi è capitato sott’occhio un’articolo che illustrerebbe le strategie di mercato che la società bergamasca sta tessendo per i prossimi campionati (ovviamente sperando di rimanere il più a lungo possibile in serie A). Per esigenze di spazio, e per non costringervi a leggerlo tutto, vi riporto le righe più significative di questo articolo, le quali mi trovano nettamente in disaccordo (qui poteteve trovare l’articolo completo).

 Percassi sta giustamente tessendo rapporti con i maggiori club italiani, come fece Ivan Ruggeri qualche anno fa con la Juventus. L’Atalanta prenderebbe dall’Inter e dal Milan, i giovani di talento per farli crescere e maturare, facendoli giocare con continuità in serie A, cosa che non potrebbe avvenire nei due club milanesi che hanno altre esigenze di obiettivi e risultato, rispetto ai nerazzurri bergamaschi.  I nomi sul taccuino di Percassi sono quelli di  Biraghi, Crisetig, Dell’Agnello, Alibec… Cosa dovrà dare in cambio l’Atalanta? Giocatori maturi e pronti per il grande salto”

Premetto che dubito fortemente dell’attendibilità di questo articolo e della sua fonte, ma la cosa che sinceramente mi auguro non succeda MAI è che l’Atalanta diventi campo di cultura per altri club, che siano questi Milan, Inter e Juventus.

Biraghi, Crisetig, Dell’Agnello, Alibec..  chi sono questi? Chi li ha mai sentiti?

Innanzitutto  non vedo il motivo per cui dovremmo andare a prendere in prestito giovani di altre squadre quando i nostri non hanno nulla da invidiare a nessuno (a chi non è d’accordo consiglio di andare a consultare la classifica del girone B del campionato primavera). Mi auguro poi che questo articolo sia solo una “baggianata” giornalistica e che la dirigenza cerchi, per il futuro, di seguire l’esempio di società che hanno fondato i propri successi sul settore giovanile (vedi Udinese) o, se preferite, sulla cantera (vedi Barcellona), anzichè emulare il percorso di società che con il tempo sono diventate veri e propri vivai messi servizio dei  grandi club di serie A (vedi l’esempio del Siena che campava grazie ai giovani di Moggi o del Monza  con i giovani, e qualche vecchio, del Milan). Ma questo l’Atalanta lo ha sempre fatto e quindi dovrebbe solamente proseguire su questa strada.

Ovviamente le grandi società fanno bene a cercarsi delle squadre “satellite”, intendiamoci, ma sono sicuro che dalle parti di Zingonia sono ben convinti su quello che i tifosi atalantini (e il presidente Percassi) vogliono per il futuro della squadra: se non ricordo male il sogno si chiama Europa.. nient’altro.. anche perchè molto probabilmente Crisetig e Alibec di europeo hanno solo il nome!

Un tempio per la Dea

Un'istantanea del progetto dello stadio nuovo dell'Atalanta

Rubo il nome che originariamente aveva come titolo la mia sezione di questo blog, perchè penso renda perfettamente l’idea di quello che sarà il nuovo stadio dell’Atalanta.

Il gruppo Percassi non ha mai nascosto le sue intenzione sull’argomento nuovo stadio quando, circa un anno fa, ha deciso di acquistare la percentuale di maggioranza dell’Atalanta Bergamasca Calcio. Da buon imprenditore, il saggio Antonio, ha deciso che, dopo decenni e decenni di discussioni, era giunto il momento di dare alla nostra Dea (perchè se anche è di sua proprietà, lui stesso sa benissimo che la Dea non è solo affar suo ma di tutti i tifosi Atalantini) un tempio dove dimorare. Il buon vecchio Bortolotti è ormai decisamente fuori tempo per quanto riguarda funzionalità, posizione geografica e speriamo anche dimensioni!

Fin qui direi tutto nella norma perchè diverse sono ormai le società che stanno costruendo uno stadio di proprietà (in primis la Juventus se non erro). La cosa che mi ha colpito di più è la qualità dell’offerta che Percassi vuole dare al nuovo stadio, un vero e proprio gioiello che ricalca lo stile degli stadi inglesi, sia nell’architettura (basta pensare che i progettisti a cui il presidente Percassi ha affidato lo studio sono gli stessi che hanno progettato il nuovo Wembley) sia nella capacità di offrire servizi e prodotti, tra i quali negozi per il merchandising della società, servizio catering ad ogni settore (servizio che si eleva di qualità con i settori più pregiati) , parcheggi dentro la stadio e anche un museo dell’Atalanta con un clud dei soci innovatori. Ottimo anche il fatto che il nuovo Parco dello Sport possa ospitare il nuovo palazzetto per la Foppapedretti, altrà realtà dello sport bergamasco (..direi che anche loro si meritano decisamente una struttura nuova e all’avanguardia, per lo meno in linea con i successi che ottengono ogni anno).

Tutte novità che i maggiori club europei  hanno già adottato da tempo ma se penso che l’Atalanta potrebbe essere l’apripista per quanto riguarda il calcio italiano, questo mi fa davvero piacere.  Ci sarebbero altre novità da spiegare, tra cui l’offerta finanziaria per gli abbonati e l’enorme lavoro di raccolta informazioni che si sta facendo e a cui io stesso ho partecipato tramite invito via mail, ma non voglio annoiarvi troppo.

Il resto lo scopriremo strada facendo e fra due campionati, se tutto va bene, il mio posto dietro la porta finalmente riparato dalle calamità naturali (pioggia, grandine e sole cocente) non me lo toglierà nessuno!

Il presidente che speravo e l’allenatore che vorrei.

Il presidente Percassi in versione tifoso alla presentazione della squadra per la stagione attuale

 

Quando, sul finire della disgraziata e per fortuna “passata” stagione di serie A, si cominciava a vociferare di una cessione della società Atalanta da parte  della Famiglia Ruggeri, speravo fortemente che a rilevarla fosse una persona con principalmente tre fondamentali caratteristiche:

Passione. L’Atalanta, per tradizione, ha sempre avuto presidenti e propietari non solo atalantini, ma atalantini Doc! Lo era fortemente il povero Ivan Ruggeri (ora in stato di coma celebrale da diversi anni), lo era suo filgio Alessandro e lo è il nostro Antonio Percassi. A dir la verità lo è tutta la famiglia Percassi (se non erro 3 figli e una figlia) e lo è in un modo entusiasmente. Quando senti il presidente parlare di Atalanta ti viene la pelle d’oca: memorabile fu la serata alla festa della Dea dove venne tra i tifosi a spiegare il suo progetto per la Dea (esplosione dello folla sulla frase “quando vengono a giocare a Bergamo i nostri avversari devono avere paura”). Quella sera la senzazione che regnava tra i tifosi era quella di un sogno che si avverava!

Antonio Percassi con i figli. Il primo a sinistra, Luca, è l'a.d. della società Atalanta

Competenza. Altra caratteristica che speravo avesse il futuro presidente della mia squadra del cuore era la competenza, perchè ritengo che, al giorno d’oggi, sia fondamentale per guidare in manera efficente una società di calcio. E di competenza, il Percassi Group, ne ha da vendere! Avendo scelto persone secondo me adatte ai ruoli assegnati direi che il quadro dirigenziale orobico non ha nulla da invidiare a nessuno perchè in casa atalanta, nulla è veramente lasciato al caso.

Disponibilità economica. Sinceramente questo punto mi è un po’ oscuro perchè non saprei quanto, i Percassi, possano investire nella societa Atalanta. I soldi spesi nei primi acquisti e il progetto stadio nuovo da 60 milioni di euro, mi fanno ben sperare. Consapevole del fatto che un certo ritorno economico il Sig.Percassi lo avrà sicuramente  perchè solo un fesso potrebbe pensare  abbia passato tutta la gioventù contruendo mezzo mondo per poi delapidare tutto nel calcio! Su questo punto faremo chiarezza fra qualche anno. Leggi il resto dell’articolo