Al servizio di nessuno!

Doni e Percassi alle presentazione del progetto "Atalantini del futuro"

Qualche giorno fa, su un sito interamente dedicato alle notizie di casa Atalanta, mi è capitato sott’occhio un’articolo che illustrerebbe le strategie di mercato che la società bergamasca sta tessendo per i prossimi campionati (ovviamente sperando di rimanere il più a lungo possibile in serie A). Per esigenze di spazio, e per non costringervi a leggerlo tutto, vi riporto le righe più significative di questo articolo, le quali mi trovano nettamente in disaccordo (qui poteteve trovare l’articolo completo).

 Percassi sta giustamente tessendo rapporti con i maggiori club italiani, come fece Ivan Ruggeri qualche anno fa con la Juventus. L’Atalanta prenderebbe dall’Inter e dal Milan, i giovani di talento per farli crescere e maturare, facendoli giocare con continuità in serie A, cosa che non potrebbe avvenire nei due club milanesi che hanno altre esigenze di obiettivi e risultato, rispetto ai nerazzurri bergamaschi.  I nomi sul taccuino di Percassi sono quelli di  Biraghi, Crisetig, Dell’Agnello, Alibec… Cosa dovrà dare in cambio l’Atalanta? Giocatori maturi e pronti per il grande salto”

Premetto che dubito fortemente dell’attendibilità di questo articolo e della sua fonte, ma la cosa che sinceramente mi auguro non succeda MAI è che l’Atalanta diventi campo di cultura per altri club, che siano questi Milan, Inter e Juventus.

Biraghi, Crisetig, Dell’Agnello, Alibec..  chi sono questi? Chi li ha mai sentiti?

Innanzitutto  non vedo il motivo per cui dovremmo andare a prendere in prestito giovani di altre squadre quando i nostri non hanno nulla da invidiare a nessuno (a chi non è d’accordo consiglio di andare a consultare la classifica del girone B del campionato primavera). Mi auguro poi che questo articolo sia solo una “baggianata” giornalistica e che la dirigenza cerchi, per il futuro, di seguire l’esempio di società che hanno fondato i propri successi sul settore giovanile (vedi Udinese) o, se preferite, sulla cantera (vedi Barcellona), anzichè emulare il percorso di società che con il tempo sono diventate veri e propri vivai messi servizio dei  grandi club di serie A (vedi l’esempio del Siena che campava grazie ai giovani di Moggi o del Monza  con i giovani, e qualche vecchio, del Milan). Ma questo l’Atalanta lo ha sempre fatto e quindi dovrebbe solamente proseguire su questa strada.

Ovviamente le grandi società fanno bene a cercarsi delle squadre “satellite”, intendiamoci, ma sono sicuro che dalle parti di Zingonia sono ben convinti su quello che i tifosi atalantini (e il presidente Percassi) vogliono per il futuro della squadra: se non ricordo male il sogno si chiama Europa.. nient’altro.. anche perchè molto probabilmente Crisetig e Alibec di europeo hanno solo il nome!

Annunci