Ready to go

Mercato chiuso.

Ciò che ho più volte scritto di aspettarmi non è arrivato. E ora? Oronzo è tanto esplicito quanto ambiguo. “Gli facciamo un mazzo così” o “ci faranno un mazzo tanto”. Non riesco a immaginarmi una via di mezzo, come un terzo/quarto posto lontano dai vertici alti e bassi. Quest’anno o ce la giochiamo a pochi punti dai primi o facciamo la stessa figuraccia degli ultimi anni.

D’altronde come pretendere che una difesa tutt’altro che imperforabile si trasformi magicamente in una corazzata? Abbiamo preso 20 giocatori di fascia, non ultimo Antonella Elia. L’anno prossimo giochiamo con Lichsteiner, Ziegler, Motta, Grosso in difesa, Vidal, Krasic, Estigarribia, Pepe a centrocampo e Vucinic e Quagliarella belli larghi in attacco. Ma Conte ha qualcosa contro i centrali? Vuol giocare lui magari. Va beh teniamoci Bonucci/Barzagli col Chiello e incrociamo le dita. E dopo aver venduto Melo, Sissoko, Aquilani non abbondano nemmeno i centrali di centrocampo. Vedremo nei prossimi mesi se Marotta ci avrà visto bene, ma dai suoi occhi non mi aspetto miracoli sotto ogni punto di vista.

Nel frattempo aspetterò ancora qualche giorno in attesa di veder partire questo benedetto campionato e di poter scrivere di calcio giocato e non di aria fritta . Anche perchè devo ammetterlo la Juve a differenza degli ultimi due anni emana pessimismo ad ogni passo e il mio sesto senso mi preannuncia cose poco piacevoli. Ma visto come ha funzionato negli ultimi 24 mesi meglio non dire nulla va.

E poi il mio reale obbiettivo l’ho ottenuto.

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Veni, vidi, Vucinic

Venne, vide e vinse.

I lettori non si soffermino troppo sullo sguardo deciso di Mirko, ma nemmeno su Marotta col lecito dubbio che quest’ultimo o non abbia capito chi scattava la foto o che i suoi problemi agli occhi siano più gravi di quanto immaginassimo. Detto questo non si fermino neppure a rivangare nel passato di Vucinic pronti a snocciolare ogni piccola statistica che possa sembrare anche solo minimamente significativa. Non controllino quindi presenze, reti, rendimento, voti in pagella.

A questo punto tutti insieme chiudiamo gli occhi, e pensiamo a una domenica pomeriggio. Una domenica non fredda, ma nemmeno un’afosa domenica di agosto. Immaginiamo tutti  che sia primavera, col suo clima ideale per tirare calci ad un bel pallone. Facciamo che sia il 15 maggio 2012. Il nuovo stadio della Juventus è bellissimo quando c’è il tutto esaurito. Mancano pochi minuti all’inizio della sfida casalinga con l’Atalanta. I giocatori hanno appena calcato l’erba del nuovo campo per un breve riscaldamento e la tifoseria è già accesa come non succedeva da tempo. L’Atalanta scende in campo solo ora, in fondo è il loro saluto alla serie A dopo una stagione in cui solo stati umili fanalini di coda dalla prima all’ultima giornata. La nostra Juventus invece si è riscattata, è partita bene, ha tenuto duro fino in fondo e ora è lì, seconda a 2 punti dall’Inter capolista e con un solo punto di vantaggio sulla terza, il Milan.

La partita inizia. La tensione è altissima. Tutti hanno un occhio puntato verso il campo e uno verso il tabellone luminoso che annuncia i risultati, come solo il miglior Marotta potrebbe fare. La partita inizia maluccio, l’Atalanta tiene il pallino del gioco. Ma l’interesse verso il campo, si perde improvvisamente al decimo minuto. “Din Don”.Inizia a scorrere la scritta di una squadra che ha appena segnato. Leggi il resto dell’articolo