Ai se eu te pego

Cristiano Ronaldo e Marcelo ballano "Ai se eu te pego" per esultare dopo un gol

Siamo ormai abituati, ogni Estate, a doverci sorbire il tormentone estivo di turno: la classica canzone che ti rimane in testa al primo ascolto, che fa ballare intere piazze e che viene riproposta in radio fino alla nausea.

Visto che siamo solo a Dicembre noi abbiamo la fortuna di avere ancora un bel po’ di mesi prima di dover ascoltare la prossima hit, ma non tutti sono così fortunati. In Brasile l’Estate inizia adesso e li è da poco partito il tormentone annuale: “Ai se eu te pego”.

Che cosa centra tutto questo con i temi trattati da questo blog? Ve lo dico subito: la canzone sembra essere stata particolarmente apprezzata da giocatori brasiliani e non, tanto da ballarla come esultanza dopo un gol o a farsi riprendere in simpatici siparietti con le note del tormentone in sottofondo.

Questa cosa mi ha fatto sorridere e ho pensato quindi di riportare qui alcuni dei video in oggetto: chissà che la canzone non diventi famosa anche in Europa e non ci anticipi quel bel momento estivo che noi tutti, con ansia, aspettiamo!

Pato, Robinho e Thiago Silva

C.Ronaldo e Marcelo Leggi il resto dell’articolo

Le roi

 

E’ le roi, ma non è Merlin ne tantomeno un leone. E’ le roi Michel Platini, che compie oggi 56 anni. 4 dei quali trascorsi a Torino con la maglia della Juventus e maglia con cui chiuderà anche la sua carriera. Agnelli di lui disse “L’abbiamo comprato per un tozzo di pane e lui ci ha messo sopra il foie gras”. Ed è una frase che inquadra perfettamente Michel alla Juventus.

Arrivato alla Juventus in tempi di forte rinnovamento, prese il posto di grandi campioni che avevano portato la Juventus a vincere due scudetti consecutivi.  E dopo una prima parte della stagione 1982/83 deludente le buone speranze sul suo conto si erano decisamente ridotte. Poi ci fu la scossa, Platini ingranò e portò la Juve fino alla finale di coppa campioni poi persa. Nei suoi pochi anni Platini trascino la Juventus verso vette che non erano mai state toccate prima, e per questo il suo ricordo resta sempre vivo nella testa dei tifosi, soprattutto dei più anziani. Nell’ 85′ l’apice. La juventus, grazie anche alle sue reti, vince la sua prima coppa campioni e la coppa intercontinentale. Il tutto passerà in secondo piano a causa della tragedia causata dagli hooligans inglesi, ma questo non deve togliere valore a una coppa meritata.

Platini vinse tutto con la Juventus e portò pure la Francia al suo primo successo europeo, salvo poi ritirarsi a soli 32 anni a causa di problemi fisici. E la sua storia è talmente singolare e speciale che il gol con cui tutti lo ricordano nel mondo, una bellissima rete che mette in mostra la sua tecnica cristallina in finale della coppa intercontinentale, non può nemmeno essere considerata tale perchè fu inspiegabilmente  annullata.

E lui, con la classe calcistica e non che lo contraddistingueva, seppe rispondere in un solo modo…

“Il Milan è campione d’Italia”

Foto di gruppo dei campioni d'Italia

Ore 22.40 di sabato 7 Maggio 2011, l’arbitro Emidio Morganti fischia la fine di un Roma Milan che non rimarrà negli annali, ma allo stadio Olimpico e in piazza Duomo a Milano scoppia la festa.

Adoro quel momento, quello del triplice fischio: vedere tutti che iniziano a correre e ad abbracciarsi, tu che alla tele esulti e vorresti essere li con loro e non accenni a girare canale o a spegnere davanti a chiunque ti dica “Dai che è finita, andiamo!”.

Non so cosa si possa provare di preciso dopo aver raggiunto un obiettivo così importante, dopo le pressioni per non aver vinto in questi ultimi quattro anni dove i tuoi rivali di sempre hanno invece vinto tutto, ma vedendo quei filmati posso quanto meno immaginarlo.

Ho ancora la pelle d’oca guardando Shevchenko che corre verso Dida dopo il famoso rigore del 2003 e ora gongolo guardando Oddo ubriaco che cerca di fare il giro della pista in meno di un minuto per un nuovo contratto o Cassano che fa il “Gioppino” e si prende una gomitata da Ibra.

Vedere poi Gattuso che canta con la curva “Leonardo uomo di merda” e i successivi commenti dei moralisti del Lunedì, sono stati la ciliegina sulla torta di una serata perfetta.
Caduta di stile, animale senza cervello e quant’altro, come quando Ambrosini mostrò il famoso striscione “Lo scudetto mettilo nel culo” sul pulman dei festeggiamenti della Champions 2007, ma per me è solo un uomo che non ha mai nascosto il cattivo rapporto avuto lo scorso anno con Leonardo, che a detta sua è stato trattato come un esordiente e che senza tanti fronzoli, in un momento di tanta felicità grida quello che pensa.

E’ lo scudetto di Allegri, dell’attacco che vanta tre giocatori ad aver superato i 10 gol, della miglior difesa con 23 reti fin ora subite (solo 6 nel ritorno!), di un bel gruppo che non ha mai creato particolari problemi, ma soprattutto di uno stratosferico Leggi il resto dell’articolo