Premio Puskas 2011 – Il gol più bello dell’anno

L’anno 2011 volge al termine e ci avviciniamo alla consegna dei vari premi annuali. Oltre al più prestigioso pallone d’oro la FIFA assegna da qualche anno a questa parte il premio Puskas al calciatore che durante l’anno in corso ha realizzato il gol più bello e spettacolare. Non ci sono giudici, allenatori o giornalisti a votare, ma il premio viene assegnato grazie ai voti dei tifosi di tutto il mondo. Potete esprimere il vostro voto direttamente sul sito della FIFA -LINK-. Quindi ora sta a voi scegliere tar Rooney, Ibrahimovic e Messi, o buttarvi tra le braccia dell’unica donna in lizza, Heather O’Reilly. Il mio preferito? Io sono tutto per Dos Santos.

Quindi bando alle ciance, ecco i video dei 10 gol in lizza per la vittoria del titolo:

-Benjamin De Ceulaer

Giovani Dos Santos

Julio Gomez

Zlatan Ibrahimovic Leggi il resto dell’articolo

Attacco spuntato

C’era una volta uno degli attacchi piu prolifici della serie A, che cercava di tenere a galla una squadra che faceva acqua in difesa e soprattutto a centrocampo. La situazione attuale è invece diametralmente opposta. Una gran difesa che regge le carenze di un attacco spuntato.

La Juventus che comunque si trova in una posizione di classifica più che buona essendo la capolista, riesce nonostante tutto a non soddisfare i suoi tifosi. Perchè se i 12 punti in 6 partite sono un buon risultato le occasioni perse per allungare su delle inseguitrici sempre più “confuse” aumentano di settimana in settimana. Bologna, Catania, Chievo.1 solo gol in tre partite che si sarebbero potute vincere senza dover strafare.

C’erano una volta Matri, Del Piero,Quagliarella, Toni e aimè Amauri, ora c’è il quasi solo Vucinic che oltre a non essere esattamente il calciatore a me preferito, neppure segna con continuità. Anzi, non segna proprio. Bisogna ogni domenica affidarci alle invenzioni di Pirlo, agli inserimenti di Marchisio, ai numeri di Alex. Troppo poco per una squadra che si auspica un buon campionato ai vertici della classifica.

Conte sta facendo le sue scelte e sono sempre del parere che se prende certe decisioni un vero motivo c’è per forza. Ma questo attacco ad una sola punta, oltretutto supportato malamente da Krasic non convince nessuno. Un conto è ritrovasi a giocare col Milan non pervenuto in campo, un altro conto è affrontare una squadra quadrata e in palla. E se pure col Milan si era faticato a finalizzare il dominio in campo, col Chievo a parte il palo di Del Piero ci sono state pochissime vere occasioni da rete.

Strano modo di giocare di uno che ha sempre combattuto e vinto con grandi attacchi davanti a se, dal trio Baggio-Vialli-Ravanelli, alla coppia Del Piero-Trezeguet. Insomma, trovare una vera motivazione per giustificare lo schema è difficile, e probabilmente il solo Conte sa le diavolerie che gli frullano per la testa. Ricordo una Roma, non molti anni fa, che giocava praticamente senza veri attaccanti e segnava caterve di gol, ma c’è da dire che aveva ben altri giocatori a centrocampo, soprattutto sulle fasce. Fasce che nonostante la lista infinita di acquisti restano il vero problema. Lo sterile Giaccherini, l’inesistente Krasic, il debuttante Estigarribia e il nemmeno convocato Elia stanno deludendo ogni aspettativa.

Speriamo che col tempo le “ali” facciano spiccare il volo a questa Juventus che altrimenti si vedrà presto costretta  a rincorrere.

Messi / Kubala – Piccoli record crescono

Il 5-0 con l’Atletico Madrid e la tripletta della pulce Leo Messi non hanno portato in casa del Barcellona solo i 3 punti in vista della corsa per la vittoria della Liga, ma avvicinano sempre più Messi al record assoluto di reti realizzate con la maglia blaugrana.

E se Cesar Rodriguez con le sue 235 reti è ancora lontanissimo in vetta a questa speciale classifica, Messi con la sua dodicesima tripletta in maglia blaugrana è giunto a quota 192 reti a sole due lunghezze da un’altra leggenda del calcio catalano ed europeo, ovvero Kubala.

Kubala per la storia del Barcellona ha rappresentato molto. Centrocampista con un buon fisico, molto abile nei dribbling e nei calci piazzati, grande fiuto del gol. Insomma rappresenta l’opposto del mediano moderno, tutto grinta e fisico. La curiosità interessante che lo riguarda è senza dubbio quella sulle sue presenze in nazionale. Kubala ha infatti vestito la maglia di ben tre nazionali: la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Spagna. Cosa non da tutti.

Kubala ha anche un passato italiano, più precisamente alla Pro Patria. Ma altra curiosità, non giocò altro che amichevoli durante la sua permanenza italiana a causa dei contrasti con la federazione ungherese e più genericamente col regime comunista. Egli infatti fuggì dall’Ungheria(dove giocava sia in nazionale sia in una squadra di club), passando per Austria e Svizzera, fino ad assere ingaggiato dalla squadra italiana. La federazione ungherese non gli consentì di prendere parte a partite ufficiali, squalificandolo addirittura vita. La situazione si risolse quando riuscirono a procurargli la nazionalità spagnola con trasferimento a Barcellona annesso. Quì gioco per undici stagioni, divenendo leader e idolo della squadra blaugrana, squadra nella quale la sua fama conosce pochi rivali.

Probabilmente Messi già dalla prossima sfida aggancierà o supererà il grande giocatore degli anni 50′ e questo dovrebbe far capire come Messi sia già profondamente parte della storia del suo club. Alla sua settima stagione a Barcellona, e a soli 24 anni, Messi già sta ridicolizzando i record di persone che hanno fatto la storia del calcio prima di lui.

La domanda che mi pongo è una sola.

Continuando così anche solo fino ai trent’anni (non certo una cosa improbabile), dove potrebbe mai arrivare la pulce?

Chapeau.

Cercasi difensore centrale. Anzi no.

Giorno di chiusura del mercato estivo del 2011. Tra i tifosi juventini aleggia un certo malumore. Io stesso lo esprimo in primis con un articolo su questo blog, ma il mio pensiero è in sintonia con quello del popolo juventino ed è facilmente riassumibile. Abbiamo comprato giocatori di fascia a valanghe e nel reparto più fragile, ovvero la difesa, non abbiamo cambiato una virgola. Il che effettivamente  un atteggiamento alquanto strano, quasi inopportuno.

La coppia Chiellini-Bonucci fa acqua e i terzini non si dimostrano all’altezza, uno su tutti l’inguardabile Motta. Gli anni passano anche per il Chiello che se nel 2008 poteva definirsi uno dei due difensori centrali italiani più forti, ora è involuto fino a raggiungere il livello di giocatore “solamente” buono. Il suo compagno Bonucci è un oggetto tanto misterioso quanto strano. Giunto a Torino dopo l’annata dell’imperforabile Bari, non si è certo dimostrato all’altezza della vecchia signora.

I presupposti sono quindi dei peggiori, una volta visti sfumare tutti i principali colpi per il centro della difesa. Poi il campionato inizia e dopo 3 giornate ti trovi con 7 punti che potrebbero benissimo essere 9, e con 2 reti subite che potrebbe essere solo una ma a pensarci bene anche nessuna. Il gol di Parma è causa di un calo di tensione al termine di un esordio bagnato con un trionfo, e soprattutto di un’ingenuità di De Ceglie. Il gol di Bologna è nato da una palla ferma e pure in un momento di inferiorità numerica.

Quindi in fin dei conti per ora, De Ceglie a parte, la difesa ha retto egregiamente. Il merito, oltre  a quelli evidenti dell’allenatore, è solo in parte di Chiellini che resta ancora un po pasticcione(vedi gol di Bologna), e men che meno di Bonucci che non ha ancora esordito in quest campionato.

Più che altro il vero muro innalzato dalla vecchia signora è quello di Leggi il resto dell’articolo

Le 50 maglie più belle della storia del calcio

Nel 2007 il Times ha pubblicato un articolo in cui un gruppo di giornalisti britannici stilava una classifica delle maglie da calcio più belle mai viste sul rettangolo verde. La classifica è stata ripresa di recente da diversi siti. Ovviamente si tratta di una classifica molto “British” per ovvi motivi, ma rimane comunque molto interessante fare questo salto indietro nel tempo negli anni in cui si respirava forse un calcio diverso e in cui molte squadre hanno riscritto la storia del calcio mondiale.

Al numero uno, e mi trova d’accordo, la maglia storica del Brasile, seguita dalla maglietta del Real Madrid e da quella della nostra Italia che si conferma la nazionale europea con più “stile”.

Ecco la top 50:

50 – DUKLA PRAGA
49 – PALERMO
48 – FLAMENGO
47 – IRLANDA DEL NORD (anni 70)
46 – SCOZIA 1967
45 – EVERTON
44 – PARTICK THISTLE (anni 60)
43 – HEART OF MIDLOTHIAN (anni ™60)
42 – BRADFORD CITY 1968-1972
41 – SAMPDORIA
40 – MANCHESTER UNITED (anni ™60)
39 – SHEFFIELD UNITED 1972
38 – BIRMINGHAM CITY 1972
37 – ASTON VILLA Finale FA Cup 1957
36 – BRISTOL ROVERS
35 – TOTTENHAM HOTSPUR (Anni ™70)
34 – POLONIA 1974
33 – WEST BROMWICH ALBION (Anni ™70)
32 – CROAZIA (Francia 98)
31 – JUVENTUS
30 – STOKE CITY 1972
29 – ARSENAL (Anni ™70)
28 – READING 1969-1974
27 – COVENTRY AWAY 1971
26 – BLACKBURN ROVERS (Anni ™60)
25 – CRYSTAL PALACE 1972
24 – STATI UNITI 1994
23 – ARSENAL 2005-2006
22 – MANCHESTER CITY Away 1969-73
21 – BLACKPOOL Anni 50
20 – WEST HAM (Anni 60-™70)
19 – FIORENTINA
18 – CRYSTAL PALACE 1970
17 – QPR 1969
16 – BARCELLONA
15 – UNGHERIA (Anni 50)
14 – INTER (Anni ™60)
13 – FRANCIA 1984
12 – INGHILTERRA
11 – ARGENTINA 1978

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Dalla parte di Colantuono

L'immancabile grinta di Stefano Coantuono

Scrivo questo articolo, in questo preciso momento del campionato, per far si che non sembri influenzato dall’andamento delle ultime partite, cosa che sicuramente succederà per il giudizio di molti tifosi.

Cosa prevedo da oggi a fine campionato? Semplice: se Colantuono porterà la Dea in vetta al campionato battendo l’odiato nemico Conte (odiato anche da me intendiamoci!), e magari con il recordi di punti in tasca, diventerà l’eroe indiscusso di tutti. Se invece terrminerà il campionato in seconda posizione, magari anche a ridosso della terza (ma comunque con la promozione conquistata) per un calo generale di condizione della squadra che a questo punto del campionato potrebbe anche starci, allora sarà bersagliato da tutti con la critica generale di non esser stato capace di dare la giusta benzina ad una squadra che, all’inizio del campionato, sembrava la Red Bull della formula 1 (pur essendo io un tifodo, non mi sembrava il caso di fare paragoni con la Ferrari di questa stagione!).

Secondo me, con Mister Colantuono, gran parte dell’ambiente Atalantino (tranne la sacrosante e benedetta Curva Nord) è stato un po’ troppo cattivello, oserei dire quasi prevenuto. Questo sentimento penso che derivi da come fu interrotto il precedente rapporto, quando il mister di Anzio, dopo aver firmato il rinnovo con il presidente Ivan Ruggeri, dopo pochi mesi si rimangiò la firma data chiedendo la rescissione del contratto appena firmato per accordarsi con il Palermo del mangia-allenatori Zamparini.

La critica che gli è stata mossa per tutta la stagione è la mancanza di gioco, critica che è stata sempre zittita dai risultati e dall’andamento del campionato.  A mio avviso è un gioco veramente difficile criticare un allenatore che in tre campionati con la maglia della Dea (2 di B e uno di A) ha fatto quasi 200 punti. Considerando poi  che è stato decisamente sfortunato, e sottolineo sfortunato, con la scelta degli attaccanti (scelta condivisa con i dirigenti), prima Ardemagni e poi Marilungo, due promesse che non hanno soddisfatto la attese. Mi chiedo: dove sarebbe in classifica l’Atalanta se questi due ultimi avessero fatto almeno 7/8 goal?? Avrebbe vinto il campionato a Marzo! Leggi il resto dell’articolo

La rivincita di Ferrara

Ciro Ferrara

Le giornate che mancano al termine del campionato tra poco si conteranno su due sole mani, e un paragone mi pare inevitabile.

Guardando la classifica l’occhio mi cade sempre  sulla colonnina “Differenza anno precedente” ed ogni volta è piuttosto demoralizzante. La casellina juventina, preceduta da grandi numeri come +17 (Udinese) e + 22 (Lazio), tiene posto solo per un semplice 0 (per i più ottimisti non è una ‘o’ ma uno zero). Zero come i “tituli” che ci portiamo a casa quest’anno. Si lo so è difficile ripetersi dopo una stagione come quella passata, ma grazie a un grande mercato e ai grandi stimoli di squadra e società, abbiamo bissato i record della passata stagione. Anche quest’anno abbiamo calato il triplete, eliminati dall’Europa, eliminati dalla coppa Italia e fuori dai giochi per lo scudetto.

Ma siam così sicuri che nella passata stagione la mela marcia fosse proprio Ferrara?

No perchè se quella casellina contiene lo zero, significa che mister Del Neri ha fatto gli stessi punti del suo pre-predecessore. Per non parlare del povero Zac che probabilmente aveva pure una media punti peggiore di entrambi. Quindi mi sembra doveroso porgere le scuse a un esordiente, che è stato silurato e criticato da tutti, accusato di avere una squadra che poteva puntare allo scudetto ma che era naufragata solo per colpa sua. Oggi dopo un anno, e dopo una girandola estiva di giocatori arrivati e partiti, siamo ancora punto e a capo. Il tanto decantato mister Del Neri, che proprio l’altro giorno parlava di Leggi il resto dell’articolo