Imbattuti e in crisi

 

La prima batosta di questo campionato tarda ad arrivare, dopo sette giornate siamo ancora imbattuti. Se ce l’avessero detto a inizio campionato probabilmente ne saremmo stati soddisfatti, anzi forse anche qualcosa più che soddisfatti.

La realtà dei fatti ora è diversa invece. Si va a giocare stasera contro la Fiorentina con lo spirito di chi è già arrivato al primo bivio del campionato, un primo dentro o fuori. E per una squadra ancora imbattuta suona anche un po ridicolo, al punto che mi soffermo a pensare a quanto non sarebbe più appropriato gioire dei buoni risultati invece che lamentarsi delle vittorie che tardano ad arrivare.

La verità è che per ora il calendario e le avversarie ci hanno parecchio agevolato, ma i tempi delle vacche magre arriveranno presto.

L’Inter sembra risalire lentamente anche se non penso si giocherà mai lo scudetto. Il Milan è quasi tornato, dopo un paio di partite convincenti a Lecce ha rischiato grosso e questo fa ben sperare, ma alla fine la corsa per i primi posti la si fa su di lui ed è un dato di fatto che oramai ci ha quasi raggiunto. Il Napoli fa il bello e cattivo tempo, squadra ostica ma che ha troppi alti e bassi che non gli permetteranno mai di vincere lo scudetto. Insomma, a parte l’Udinese, tra le altre non c’è ancora una squadra in formissima e questo ha aiutato parecchio la Juventus, ma pian piano tutte si stanno svegliando.

La Juventus invece sta lentamente tornando in letargo dopo l’avvio sprint e le belle parole spese da tutte. Perchè sì, è molto piacevole vedere la tua squadra non perdere mai, ma se invece che quattro pareggi avessimo perso due gare e vinto le restanti due ora saremmo in testa al campionato nonostante privi dell’imbattibilità. Soprattutto ora che stiamo facendo visita a tutte quelle squadre che aleggeranno a metà o nei bassifondi della classifica finale.

Insomma, ben venga la grinta, il non mollare mai, il resistere anche nelle giornate no, ma senza i tre punti non si va da nessuna parte. E se nemmeno stasera si dovesse vincere cari miei, mi spiace ma le speranze che nutro riguardo alla qualificazione in champions league finirebbero dritte nel cestino. Le prossime 4 trasferte sono rispettivamente contro Inter, Napoli, Lazio e Roma.

Insomma di tempo e punti ne abbiamo già persi abbastanza, adesso è il momento di una reazione.

Sveglia Juventus, la situazione non è buona.

 

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In cerca di una reazione

Scintille tra Pato e Maggio durante Napoli - Milan

Dopo la sconfitta a Napoli la partenza è sempre più falsa e ora tutti invocano una reazione  per non prendere troppi punti dalle capoliste.

Non ero certo fiducioso prima della partita, ma dopo il miracolo al Camp Nou speravo in qualcosa di più e  questo 3 a 1 non ha fatto altro che riportarmi con i piedi per terra. A tal proposito è comunque doveroso aprire una parentesi perché un pareggio a Barcellona di questi tempi va sottolineato e ricordato.

Come tutti, già conoscevo l’incredibile possesso palla dei campioni d’Europa, ma vederlo in atto contro la mia squadra è stato davvero demoralizzante e devo dire che calcisticamente parlando questa è un esperienza che non auguro a nessun tifoso (a parte a quello interista). Ho sempre criticato le prestazioni dell’Inter nelle semifinali di Champions di due anni fa, ma dopo questa partita mi son dovuto ricredere: puoi impostare la gara in modo più o meno difensivo, ma il loro pressing asfissiante rende impossibile impostare qualsiasi tipo di azione. Ecco, questo pressing è la cosa che più mi ha impressionato tra tutte le qualità dei giocatori blaugrana. È come se una partita contro il Barcellona fosse una partita a se, diversa da quella che potresti vedere contro una qualsiasi altra squadra; ricordo a tal proposito le due partite del girone di Champions dell’anno scorso, contro un Real nettamente più forte ma che comunque qualche occasione e soprattutto una minima impostazione di gioco la consentiva.

Si può certo dire che il pareggio sia arrivato un po’ per grazia divina, ma se posso permettermi due piccole colpe il Barcellona le ha:

  1. Eccessiva leziosità che ha portato la squadra a giochicchiare subito dopo il vantaggio e a non cercare più un gol che avrebbe definitivamente chiuso la partita.
  2. Puoi comprare tutti i centrocampisti del mondo, ma se poi li fai giocare  da difensori centrali questi sono i risultati
Sono curioso ora di vedere il ritorno per capire se almeno in casa siamo in grado di fare qualcosa di più o se dobbiamo rassegnarci e assistere al solito monologo di una squadra che vorrà vendicarsi di un pareggio non meritato raggiunto al novantaduesimo.
Tornando al campionato Leggi il resto dell’articolo

Impressioni di settembre

Settembre ci ha appena regalato il primo, atteso, turno di campionato. Un turno che ho affrontato con profondo pessimismo dopo le recenti opache prestazioni che è pur vero, andavano prese con le pinze come ogni amichevole estiva (ricordo che negli ultimi anni, soprattutto i più recenti, il Milan aveva il forte bisogno di perdere ogni amichevole estiva). Ora, dopo l’ondata di calcio giocato del primo turno(in termini pratici il secondo), mi ritrovo quasi sgomento nel dover commentare la prima uscita.

Sgomento perchè era tempo chenon assistevo a uno spettacolo simile della vecchia signora. Sedersi di fronte alla tv e godersi nel vero senso della parola una partita, giocata in una cornice perfetta e con un risultato altrettanto perfetto. La Juventus visto ieri ha impressionato, c’è poco da girarci intorno. Un gioco che non si vedeva da almeno due stagioni, uno strapotere in campo durato dal primo minuto al 90esimo, insomma una juve diversa. Fa specie vedere quel gioco, un tempo perduto e poi ricercato come il santo Graal, e forse ora ritrovato. Non lanciamoci in esagerati ottimismi, sarebbero a prescindere da ciò che verrà, fuori luogo. Ma se il buongiorno si vede dal mattino mi auguro con tutto il cuore di poter riconquistare la tanto ambita zona champions league al termine della stagione.

In fondo si tratta solo di impressioni di settembre. Impressioni, sì, perchè la prima partita della Juve è letteralmente stata impressionante sotto moltissimi aspetti. Pirlo è stato impressionante, la classe con cui tiene palla (ricordo, 40min. di possesso palla totali della Juve, e non sono pochi) anche azzardando possesso al limite della propria area, il suo piede fatato, calibrato al centimetro con cui ha mandato  in rete Lichtsteiner(una veloce ricerca per capire come scriverlo) e Marchisio, il gioco con cui ha smosso i suoi compagni creando il gioco che spesso è mancato. Un augurio, speriamo giochi sempre così. Ma le cose impressionanti non finiscono certo quì. Un Pepe, che ho comunque sempre sostenuto, ti fa il partitone e il caro irriconoscibile Milos può starsene tranquillo in panchina. E’ impressionante vedere il nuovo stadio, con Marchisio e Chiellini che dopo il quarto gol danno il cinque ai tifosi seduti vicinissimi al campo. Come impressiona vedere Conte infuriato dopo un passaggio sbagliato sul 4-0 , una mentalità simile può fare solo che bene.

Ovvio che nonostante il gran risultato qualcosa che mi è piaciuto meno c’è stato. Leggi il resto dell’articolo

Veni, vidi, Vucinic

Venne, vide e vinse.

I lettori non si soffermino troppo sullo sguardo deciso di Mirko, ma nemmeno su Marotta col lecito dubbio che quest’ultimo o non abbia capito chi scattava la foto o che i suoi problemi agli occhi siano più gravi di quanto immaginassimo. Detto questo non si fermino neppure a rivangare nel passato di Vucinic pronti a snocciolare ogni piccola statistica che possa sembrare anche solo minimamente significativa. Non controllino quindi presenze, reti, rendimento, voti in pagella.

A questo punto tutti insieme chiudiamo gli occhi, e pensiamo a una domenica pomeriggio. Una domenica non fredda, ma nemmeno un’afosa domenica di agosto. Immaginiamo tutti  che sia primavera, col suo clima ideale per tirare calci ad un bel pallone. Facciamo che sia il 15 maggio 2012. Il nuovo stadio della Juventus è bellissimo quando c’è il tutto esaurito. Mancano pochi minuti all’inizio della sfida casalinga con l’Atalanta. I giocatori hanno appena calcato l’erba del nuovo campo per un breve riscaldamento e la tifoseria è già accesa come non succedeva da tempo. L’Atalanta scende in campo solo ora, in fondo è il loro saluto alla serie A dopo una stagione in cui solo stati umili fanalini di coda dalla prima all’ultima giornata. La nostra Juventus invece si è riscattata, è partita bene, ha tenuto duro fino in fondo e ora è lì, seconda a 2 punti dall’Inter capolista e con un solo punto di vantaggio sulla terza, il Milan.

La partita inizia. La tensione è altissima. Tutti hanno un occhio puntato verso il campo e uno verso il tabellone luminoso che annuncia i risultati, come solo il miglior Marotta potrebbe fare. La partita inizia maluccio, l’Atalanta tiene il pallino del gioco. Ma l’interesse verso il campo, si perde improvvisamente al decimo minuto. “Din Don”.Inizia a scorrere la scritta di una squadra che ha appena segnato. Leggi il resto dell’articolo

Che barba, che noia!

Reimondo Vianello e Sandra Mondaini nella scena cult di "Casa Vianello"

Negli anni dispari, calcisticamente parlando, questo è il periodo più noioso dell’anno.
Se tralasciamo infatti quelli pari in cui Mondiali e Europei ci regalano qualcosa di fantastico per cui tifare, quelli dispari vanno, almeno per un mese in letargo.

Non mi ritengo un fanatico del pallone e una pausa ci vuole, ma odio questi Giugno (sempre calcisticamente parlando) in cui i giocatori sono in vacanza e le trattative degne di nota si contano sulle dita di una mano. Aggiungiamoci poi un inizio del mese piovoso come quello di quest’anno e la domenica passata a vedere la partita mi manca un pochino.

Perfino il sito del Milan che non può occupare lo spazio con le bombe di mercato sembra andato off line e da due settimane non comunica niente di interessante (sempre che non troviate interessante il fatto che l’Audi, main sponsor del Milan, ha vinto la 24 ore di Le Mans) e anche io mi trovo in difficoltà a scrivere qualcosa di nuovo.

Luglio e Agosto sono invece più vivaci: iniziano i ritiri, si definisce la rosa e soprattutto si giocano le prime amichevoli.
Quando ero più piccolo, non avendo l’abbonamento a sky, ricordo che cercavo di non perdermi neanche un amichevole (ne trasmettevano molte del Milan e quasi sempre in chiaro) e fantasticavo su quello che sarebbe potuto succedere durante l’anno guardando i vari trofei Tim e Berlusconi.
A dire la verità questa è un’abitudine che non ho perso del tutto e questa Estate, guardando Arsenal Milan ero entusiasta dei vari Merkel e Strasser e puntavo ad un loro impiego per buona parte del campionato (diciamo che in minima parte ci ho azzeccato).

Poco fa per far passare il tempo sono stato tentato di giocare a Leggi il resto dell’articolo

Abbonarsi conviene?

Fotografia utilizzata per il lancio della campagna abbonamenti 2011/2012

E’ passata solo una settimana dall’ultima partita di questa fantastica stagione, ma come comunicato dal Milan sul sito ufficiale è già possibile abbonarsi per il prossimo campionato e per la fase a gironi della Champions Leauge.

Non mi piace la “Fretta” del calcio: non fai a tempo a festeggiare un traguardo inseguito per un intero anno che si parla subito di nuovi acquisti, obiettivi futuri e appunto della nuova campagna abbonamenti.
Posso capire la volontà della società di sfruttare questa ondata di entusiasmo per raggiungere più tesserati possibili, ma sinceramente trovo la scelta un po’ fuori luogo e decisamente affrettata per il motivo spiegato poco fa (la famosa lamina dorata celebrativa non mi è invece ancora arrivata, nonostante siano passate ormai tre settimane dall’ordine).

I prezzi, come prevedibile, sono leggermente aumentati (prendendo come riferimento il secondo anello blu, 20 euro di differenza sul totale per il campionato e 5 euro per la Champions), ma salvo colpi di scena restano inferiori a quelli che dovranno pagare i cugini interisti e sono comunque molto vantaggiosi per uno che non vuole perdersi nemmeno una partita.

La domanda che mi pongo nel titolo di questo articolo, non è rivolta quindi all’aspetto economico dell’abbonamento, bensì al sacrificio che esso comporta.
Mi spiego meglio: il Milan per favorire le richieste delle pay TV che vogliono un torna conto per tutti i soldi che investono, quest’anno ha quasi sempre giocato di sera e molto probabilmente seguirà la stessa linea anche la prossima stagione, penalizzando a mio avviso la presenza di tifosi allo stadio che magari non abitando a Milano non possono permettersi Leggi il resto dell’articolo

Solo un cieco non vedrebbe

Storari in Roma-Juventus

 

Sono seriamente dispiaciuto di scrivere solo oggi per parlare della situazione dei portieri Juventini. Dispiaciuto perchè già un paio di volte mi son trovato intento a scrivere un post che parlasse della scarsa vena di Buffon dopo il rientro, ma altri argomenti hanno sempre avuto la meglio. E parlarne “solo” ora, che oramai il caso è davanti a tutti mi provoca un certo senso di “ritardo” della notizia.

Il fulcro del post lo potete ben immaginare: Buffon vs Storari, chi far giocare?

Io le idee chiare le ho già da qualche mese e le parate di Roma condizionano poco il mio giudizio.

Storari titolare fino a fine anno!

Parliamo di inizio stagione, quando Gigi era infortunato e per forza di cose Storari titolare. Maro non ha mai demeritato, anzi, ha esibito spesso grandi parate degne di Mr Buffon. E coincidenza la Juve staziona ai piani alti della classifica. Pausa, seguente rientro di Gigi e crollo Juventus da metà anno in poi. E lo stesso discorso era capitato anni prima con Manninger(pur non essendo lui una cima). Ovvio che la causa non può essere solo Buffon, ma di certo la sua presenza non ha aiutato. Poca reattività, errori banali, cartellini rossi. Buffon ne ha combinate veramente di tutti i colori, al punto che l’unica parata decisiva che ricordo è stata quella con la nazionale pochi giorni fa. Già questo, basterebbe per lasciarlo in panchina in attesa di tempi migliori e di una condizione fisica/mentale decente. Se poi si aggiunge che il portiere di riserva è strepitosamente in forma, diventa scandalosa la scelta di vedere Buffon titolare.

Dopo la partita di Roma tutto si è sfortunatamente estremizzato, ho visto sondaggi parlare di uno Storari titolare con il 90% dei consensi, ma a pochi giorni da una prestazione super non fa testo. Sarebbe come chiedere se si vuole Buffon titolare dopo Italia-Germania del 2006.

C’è da tenere conto anche che Marco ha i suoi 34 anni sul groppone, quindi non sarà nemmeno lui eterno seppur la carriera tra i pali risulta mediamente più lunga. Quindi è da tenere sicuramente in considerazione per il presente, ma per il dopo Buffon/Storari c’è da trovare un nuovo giovane per il futuro. Tirando le somme, Storari fino a fine stagione, chi se lo merita nella prossima, e un terzo per il futuro.

Il lato di questa vicenda che più mi irrita, è la moralità degli allenatori che non riescono a tenere in panchina giocatori che in passato hanno avuto un grande peso. La serata romana calza a pennello per Delneri che ora ha la scusa perfetta per lasciare fuori Gigi, ma trovo scandaloso che Leggi il resto dell’articolo