Nuova maglietta dell’Italia per il europeo 2012

E’ stata presentata da pochissimi giorni la nuova maglietta della nazionale italiana, quella che verrà indossata durante il prossimo europeo 2012 in Polonia/Ucraina.

In se la maglietta sembra essere un piccolo passo indietro verso le magliette degli anni 90, colletto bianco alla coreana(tanto per rievocare bei ricordi) e il tricolore che un po’ come prezzemolo viene messo un po ovunque, dallo stesso colletto ai calzoncini. Subito una piccola polemica: se il colletto viene rigirato, come praticamente tutti fanno, i colori della bandiera italiana appaiono al contrario. Una piccola disattenzione. La maglia dei portieri torna grigia, colore storicamente usato spessissimo per le divise degli azzurri.

Ad una prima occhiata, la maglia sembra carina, ma aggiungerei neppure troppo. L’importante, e tutti ne converranno, è che questa maglia diventi vincente. Altro non si può chiedere.

Il battesimo della nuova maglia è gia stato fatto ieri sera contro l’Uruguay, un esordio positivo aggiungerei. Sconfitta per 0-1 e tutti a casa con un pizzico di delusione. Se questi sono i presupposti per la nuova maglia, prepariamoci perchè sarà una triste triste estate. Detto questo il parere dello staff dell’Italia riguardo la maglietta non dev’essere dei migliori, soprattutto quello dei magazzinieri. Infatti ieri sera a Balotelli, al rientro in campo dopo il primo tempo, è stata data ancora la vecchia maglietta. Il tutto è passato inosservato, tra l’indifferenza generale. Questo non è certo un bel segno, le maglie nuove sono talmente belle che nessuno si accorge se un calciatore ne indossa una differente.

Ironicamente di questi tempi è dura rimproverare una simile disattenzione a supermario.

In fondo dovremmo essere già soddisfatti che l’abbia indossata senza problemi!

I punti stella

Forse non lo sapete perché probabilmente non vi sono mai serviti, ma ogni volta che negli ultimi anni avete caricato sulla vostra carta “Cuore Rossonero” un abbonamento o un singolo biglietto per vedere il Milan avete accumulato dei punti, chiamati punti stella.  Niente di eclatante fin ora, ma da una settimana a questa parte le cose sono cambiate.

Settimana scorsa per la prima volta, in occasione di Milan Barcellona i biglietti rimasti dopo la campagna abbonamenti, sono stati venduti infatti dando prelazione ai titolari delle carte con più punti. Mi spiego meglio: i primi giorni poteva acquistare un tagliando solo chi possedeva più di 10000 punti, poi chi ne aveva più di 5000 e così via fino a ieri quando sono stati venduti online, sempre ai titolari, gli ultimi rimasti.

Parliamoci chiaro: la prelazione  a tutti i possessori della carta era diventata una presa per i fondelli, visto che ormai sono moltissimi i tifosi ad averla, ma in questo modo forse si è trovata la soluzione definitiva per premiare veramente chi oltre a guardare il Milan Barca di turno va sempre a vedersi anche i vari Milan Cesena o Milan Lecce.

Molto ben studiato a tal proposito anche il metodo di assegnazione dei punti, che premia maggiormente le partite meno importanti, le trasferte europee e i tifosi che per arrivare a San Siro fanno più chilometri.

Personalmente penso che più andremo avanti e più questa soluzione verrà utilizzata fino a diventare uno standard non solo per il Milan, ma anche per le altre squadre. Sarà sempre più dura riuscire a guardare una partita importante come può essere un ottavo di Champions, ma d’altra parte non è neanche giusto che uno che va sempre allo stadio debba prendersi una mattina di permesso al lavoro e presentarsi davanti alla propria banca alle sette di mattina quando c’è da vedere una bella partita.

Visto anche tutte le proteste che la tessera del tifoso ha scaturito negli ultimi anni probabilmente in molti la penseranno in maniera diversa dalla mia optando per il libero mercato, ma confesso che anche sforzandomi io non trovo una soluzione migliore di questa!

Auguri capitano!

Che sia l’ultimo anno bianconero, il penultimo, o solo uno di una ancora lunga serie, tanti auguri capitano mio

E a prescindere dal posto dove ti ritroverai esattamente tra un anno, non importa.

Noi saremo sempre lì con te, al tuo fianco!

L’acqua di San Gennaro

Il titolo sarcastico di questo mio articolo fa ovviamente riferimento ai fatti della domenica calcistica che in seguito al maltempo hanno visto il rinvio della sfida tra Napoli e Juventus prevista in serata. E lo ammetto fin da queste prime righe: questo rinvio proprio non mi và giù e cercherò di spiegare per bene il mio punto di vista in questo articolo.

Partiamo, come è giusto che sia, dalla cronaca dei fatti. Torniamo quindi a domenica, l’Italia intera è colpita da forti acquazzoni, pure a Napoli anche se non certo ai livelli devastanti di Genova. Il prefetto di Napoli si siede a un tavolo per prendere una decisione: fare giocare o rinviare Napoli-Juventus. A questo tavolo partecipano anche altre figure di spicco, ad esempio il sindaco, e persino alcuni importanti esponenti del Napoli Calcio. La decisione, che viene divulgata intorno alle ore 12:00 , è quella di rinviare il match a data da destinarsi.

Chiusa la parentesi sulla “cronaca”, passiamo al mio pensiero. Innanzitutto precisiamo alcuni punti. Il terreno del San Paolo non era un problema, a meglio poteva esserlo la mattina di domenica, ma essendo cessata la pioggia si è arrivati alle ore 20:45 in uno stato decoroso per lo svolgimento della partita. Oltretutto se il manto erboso fosse stato il problema reale, si sarebbe aspettato il giudizio serale dell’arbitro, non si sarebbe certo rinviata la partita in mattinata. Il vero punto su cui verte il ragionamento del prefetto di Napoli è sulle strade e sulla viabilità. Una partita del Napoli mobilita al meno 6000 persone che quindi se sommato al maltempo avrebbe potuto creare situazioni pericolose. E su questo “non ci piove”,  non è certo su questo che voglio stare a puntualizzare.

Piuttosto, mi viene da chiedere che tipo di giudizio possa scaturire da un vertice composto da persone palesemente tifose del Napoli, e che affidabilità e soprattutto che credibilità possa avere agli occhi dell’Italia. La risposta mi pare ovvio. Sarebbe come fare decidere ai lavoratori stessi, se aumentare o salari o no. E’ ridicolo, ma in un paese dove il conflitto d’interessi è quasi una religione non ci si può aspettare troppo.

Ma abbandoniamo per un attimo questo e diamo per scontato che la scelta sia stata imparziale e coscienziosa. Mi sorge subito una seconda domanda. Ma senza i morti a Genova, dopo tutto l’inferno si era scatenato, la partita sarebbe stata sospesa comunque? Cioè quanto gli eventi di Genova hanno influenzato questa decisione? Il mio parere spassionato è che anche senza volerlo, Leggi il resto dell’articolo

E’ l’una di notte e tutto va bene

Antonio Cassano

A parte il caso Cassano, fila tutto liscio in casa Milan e personalmente non posso che essere sempre più soddisfatto.

Mi dispiace molto per Antonio che stava andando alla grande e che ha dato una grossa mano a questo Milan, ma non nascondo che anche io ho trovato un po’ esagerata la presa di posizione dei media sulla vicenda. Sono contento piuttosto che non abbia subito danni permanenti e spero di poterlo rivedere negli ultimi mesi della stagione agli stessi livelli di come mi sono abituato a vederlo fin ora. Galliani si dice sicuro di un intervento nella finestra di mercato per supplire alla sua assenza, ma io sono dell’idea che o viene un giocatore forte e da Milan (Amauri, Toni e Maxi Lopez non li reputo tali) o è meglio stare con El Sharaway e Inzaghi che faticano a trovare spazio e che qualche minuto in più lo meriterebbero.

L’altro argomento della settimana sono le anticipazioni della biografia di Ibrahimovic (in uscita a breve) che devo dire non ho molto apprezzato. Non che sia stupito da quanto ho letto, visto che un po’ tutti lo vediamo come il classico duro della situazione, ma penso che la metà delle cose scritte siano inventate o volontariamente enfatizzate tanto per fare scalpore e vendere qualche copia in più. Avrei preferito qualcosa di più sincero e reale, ma per un giudizio definitivo aspetto ovviamente di leggerlo tutto: se mi avrà fatto cambiare idea sarete sicuramente i primi a saperlo.

Tornando al calcio giocato, l’unico piccolo neo di questo ultimo periodo è stato la trasferta contro il Bate in Champions. Visto come si erano messe le cose, la partita era da vincere per restare incollati al Barcellona e poter puntare al pareggio nel ritorno a San Siro. Mancanza di cinismo e eccesso di leziosità ci hanno fatto invece buttare i tre punti e ora se agli ottavi troveremo un top team dovremo incolpare solo noi stessi. Parlo già come se non vinceremo contro la squadra di Guardiola, ma ammetto a tal proposito che seppur più in forma dell’andata siamo ancora lontani dai livelli dei blaugrana per poterli battere.

Ora c’è comunque la pausa per la nazionale (finalmente convocato Abate) dove  speriamo di recuperare gli ultimi pezzi più pregiati (Pato e Mexes) per finire al meglio l’andata, visto che in attesa del recupero di Napoli-Juventus anche Lazio e Udinese non perdono un colpo.

Gli dei dello sport

I giorni nostri ci hanno riportato prepotentemente a conoscenza di alcuni cose che, se pensate a sangue freddo sembrano ovvie ma che spesso a causa di una certa sufficienza non vengono mai nemmeno pensate.

Sono i giorni di Cassano in ospedale, di Simoncelli al cimitero e di Borgonovo sulla sedia a rotelle. Un piccolo esempio di tre sportivi con un destino sfortunato se paragonato a quello di quasi tutti i loro collegi.

Ai giorni nostri i calciatori godono di una considerazione ben più ampia di quella che meritano, non in se perchè siano persone senza meriti, ma semplicemente perchè sono delle persone tali e quali a noi. Questo le persone spesso lo dimenticano e a forza di seguire i propri idoli,sportivi e non,  in tv sui giornali e su ogni cosa che riporti delle notizie, sono portati a pensare di avere a che fare con dei semi-dei, onnipotenti, al di sopra di ogni altro uomo comune.

Ed è per questo che quando le grosse sfortune, come le gravi malattie o i brutti incidenti, colpiscono questi ultimi la gente stenta quasi a  crederci. Una cosa che fa parte della vita di moltissime persone, anche tra i più giovani, diventa un evento eccezionale se ha per vittima uno sportivo famoso. Così diventa strano che Borgonovo sia stato colpito dalla SLA, incredibile che Simoncelli muoia in un incidente in gara e quasi irreale che Cassano abbia problemi al cuore. La realtà è che i calciatori o più in genere gli sportivi sono tali e quali a noi. Certo, godono di ottima salute, ma certe cose sono nascoste dietro l’angolo per tutti, gente comune e sportivi di successo. Per questo io spesso storco il naso quando fatti come i sopracitati si guadagnano le prime pagine di ogni giornale e destano in molti uno stupore dettato dall’inarrivabilità e dal potere quasi di onnipotenza che i giornali ricamano intorno alle star del mondo dello sport, quasi come se questi non dovessero rispondere alle normali leggi che regolano la vita nel mondo.

Detto questo, i miei migliori auguri per una pronta guarigione vanno a Borgonovo come a Cassano, come a chiunque altro malato sulla faccia della terra.

In fondo ognuno può essere un “Dio” nel suo piccolo, senza la necessità di godere della fama.

Saturday Night Fever

Il saluto tra Boateng e Nocerino per festeggiare il gol

Lo ammetto senza tanti fronzoli e senza quel pizzico di scaramanzia che di solito mi contraddistingue: sono molto felice per quanto ho visto questa settimana e sono positivo per quanto riguarda i prossimi impegni.

E’ si doveroso ricordare il brutto primo tempo di Lecce con i giocatori fiacchi e con la testa ancora nello spogliatoio, ma è altrettanto doveroso evidenziare una reazione non da tutti, che ha visto protagonista il solito Boateng che sia di destro che di sinistro ha tirato in porta 6 volte in 18 minuti segnando una tripletta storica. Fortunatamente dopo altre occasioni da rete è arrivato anche il buon Yepes che si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto.

La partita contro il Parma è stata invece gestita molto meglio e il risultato finale rappresenta perfettamente il dominio rossonero durante i novanta minuti. Non fa niente se a segnare tre gol questa volta è Nocerino, che tre gol solitamente li segna in una stagione, perché l’importante è fare risultato e anche se Ibra non avesse segnato lasciando il reparto d’attacco ancora a secco non avrei avuto di che lamentarmi. Vi dico di più: questa tripletta è un premio giusto per un giocatore arrivato in sordina, ma che migliora di partita in partita e che continuerà sicuramente a mettere in difficoltà Allegri nella scelta dell’undici titolare.

Non è tutto oro quel che luccica e 4 gol subiti in 2 partite, come ricorda anche Galliani, sono veramente troppi per una squadra che punta in alto (ricordo per l’ennesima volta che nel ritorno dell’anno scorso il Milan incassò solo 8 gol). La partita di Lecce poteva finire in tutt’altro modo e proprio per questo preferisco che si vinca 1 a 0 piuttosto che 4 a 3.

Stasera ci aspetta la non facile trasferta a Roma (qua non vinciamo da 6 anni) e sarebbe davvero bello se la squadra offrisse una buona prestazione che dall’inizio dell’anno è quasi sempre mancata contro squadre forti. Spero che Cassano non senta l’emozione di giocare contro una sua ex squadra perché il barese stà facendo benissimo e in questo momento merita il posto a fianco di Ibra.

Sono molto curioso di Leggi il resto dell’articolo