Messi / Kubala – Piccoli record crescono

Il 5-0 con l’Atletico Madrid e la tripletta della pulce Leo Messi non hanno portato in casa del Barcellona solo i 3 punti in vista della corsa per la vittoria della Liga, ma avvicinano sempre più Messi al record assoluto di reti realizzate con la maglia blaugrana.

E se Cesar Rodriguez con le sue 235 reti è ancora lontanissimo in vetta a questa speciale classifica, Messi con la sua dodicesima tripletta in maglia blaugrana è giunto a quota 192 reti a sole due lunghezze da un’altra leggenda del calcio catalano ed europeo, ovvero Kubala.

Kubala per la storia del Barcellona ha rappresentato molto. Centrocampista con un buon fisico, molto abile nei dribbling e nei calci piazzati, grande fiuto del gol. Insomma rappresenta l’opposto del mediano moderno, tutto grinta e fisico. La curiosità interessante che lo riguarda è senza dubbio quella sulle sue presenze in nazionale. Kubala ha infatti vestito la maglia di ben tre nazionali: la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Spagna. Cosa non da tutti.

Kubala ha anche un passato italiano, più precisamente alla Pro Patria. Ma altra curiosità, non giocò altro che amichevoli durante la sua permanenza italiana a causa dei contrasti con la federazione ungherese e più genericamente col regime comunista. Egli infatti fuggì dall’Ungheria(dove giocava sia in nazionale sia in una squadra di club), passando per Austria e Svizzera, fino ad assere ingaggiato dalla squadra italiana. La federazione ungherese non gli consentì di prendere parte a partite ufficiali, squalificandolo addirittura vita. La situazione si risolse quando riuscirono a procurargli la nazionalità spagnola con trasferimento a Barcellona annesso. Quì gioco per undici stagioni, divenendo leader e idolo della squadra blaugrana, squadra nella quale la sua fama conosce pochi rivali.

Probabilmente Messi già dalla prossima sfida aggancierà o supererà il grande giocatore degli anni 50′ e questo dovrebbe far capire come Messi sia già profondamente parte della storia del suo club. Alla sua settima stagione a Barcellona, e a soli 24 anni, Messi già sta ridicolizzando i record di persone che hanno fatto la storia del calcio prima di lui.

La domanda che mi pongo è una sola.

Continuando così anche solo fino ai trent’anni (non certo una cosa improbabile), dove potrebbe mai arrivare la pulce?

Chapeau.

Vivere “el clàsico” al Camp Nou

Ci sono cose che si preparano per giorni, mesi e a volte pure anni. Cose che muori dalla voglia di fare, e non stai più nella pelle nell’attesa che venga il fatidico giorno. Cose che aspetti da una vita, come se avessi vissuto fino a quel giorno solo nell’attesa di quell’evento.  Magari il giorno più bello della tua vita, assaporato dopo tanta pazienza e dopo tanta attesa. E poi ci sono quelle cose che capitano puramente per caso, quelle che sono talmente inaspettate da avere un sapore particolare, capaci di soddisfarti in un modo che magari neppure conoscevi.

Ci sono quindi due ragazzi qualsiasi, una coppia di fidanzati. Sono appena sbarcati a Barcellona, più precisamente all’aeroporto El prat. Al di fuori del terminal 2 il viavai di Autobus è notevole, quindi il ragazzo qualunque decide di rientrare in aeroporto e di chiedere delle informazioni. Mentre fa la fila il ragazzo qualunque scorge un foglio A4 qualunque, che recita trionfale la scritta “Biglietti per Barcellona-Real Madrid a partire da 73euro”.Giunge il suo turno all’ufficio informazione ma le indicazioni di cui necessitava perdono un po di importanza. La lei qualunque chiede al lui qualunque se vuole andare a vederla. Lui nega, in modo più che plateale. C’è una grossa porta girevole che permette alle persone all’interno dell’aeroporto di uscire all’esterno e viceversa. I ragazzi qualunque vi entrano, ma poi escono dallo stesso stesso lato. Tornano all’ufficio e acquistano due biglietti. E fu così che mercoledì sera mi ritrovai seduto al posto 5, fila 29, Settore 355, della zona Goal2 dello stadio Camp Nou.

Sono le ore 22 circa e mi siedo sul seggiolino a me riservato. Non un seggiolino come in curva a San Siro dove temevo di prendere a gomitate il vicino o a ginocchiate chi stava nella fila sottostante alla mia, ma un vero seggiolino. Non è certo una poltrona ma ti dona il tuo spazio vitale e ti permette di avere una certa nonchalance nei movimenti. Picchio anche il mio zoom sulla testa di quello che siede davanti a me, ma lo ammetto, solo per colpa mia.

Il campo è semideserto, ma dopo poco entrano in campo i 3 portieri del real. Ed è questo il momento che parte una bordata di fischi mai sentita prima. 92932 persone (paganti 92965 ma 13 era madrilisti e gli altri 20 erano sordomuti) che fischiano contemporaneamente gli anti-eroi della serata, i galacticos(ex-galacticos). Casillas in quel momento avrà sicuramente pensato “ma chi me lo fa fare”. Poco più tardi ecco entrare i portieri del Barcellona, accolti ovviamente da un’ovazione. E il binomio fischio/ovazione si ripete puntualmente all’ingresso prima del Real, poi del Barcellonaper un breve riscaldamento pre-partita. Subito la mia lei coglie particolari a cui non prestavo attenzione. “ma dov’è il capellone?”. Già cazzo, dov’è Puyol! Ok, Puyol non c’è, ora sono sicuramente cazzi amari. La partita, ancor prima di questa notizia era nata sotto la stella del pessimismo. “Vedrai che vado una volta io e perdono”, “Prima o poi riusciranno a vincere”, etc etc etc….

Scoccano le 23, e la partita si appresta a iniziare. Leggi il resto dell’articolo

La margherita…Fabregas si… Fabregas no…

Cesc vestito di blaugrana in occasione dei festeggiamenti del Mondiale

Il tormentone va avanti da anni… Fabregas al Barça… l’annuncio sarà stato dato almeno 5 volte in 3 anni dalla stampa catalana ma poi nulla…

Oggi dovrebbe scadere l’ultimatum posto dall’Arsenal e dal giocatore alla società catalana quindi nel giro di pochi giorni potremo capire, finalmente dopo tante peripezie, il futuro di questa giovane (ormai neanche tanto) stella spagnola. Si sa che un’offerta è anche importante c’è stata e forse è stata addirittura rifiutata.

La mia riflessione si pone su un quadro generale. Partiamo dal giocatore: Cesc ha espresso in ogni lingua possibile la volontà di tornare alla cantera che l’ha formato fino al 2003 (data in cui la squadra londinese ha avuto il suo cartellino)e non ne ha mai fatto mistero. Caso curioso Fabregas non ha mai fatto una partita con la prima squadra ma nelle giovanili faceva sfracelli ( 30 goal in una stagione)

Arriviamo all’Arsenal: la società si è rassegnata a vederlo giocare con una’altra casacca ma giustamente chiede di fare cassa. Il gap tra domanda e offerta è davvero esiguo tanto che alcuni giornali spagnoli, settimana scorsa sostenevano, che lo stesso giocatore pur di tornare in Spagna pagherebbe volentieri la somma. Wenger, suo maestro e scopritore, dall’altro lato sfrutta la scusa dell’aspetto economico per non lasciarlo partire. Nelle ultime uscite però Fabregas non è stato convocato segno di una piccola rottura con l’allenatore o  forse di una scelta tecnica volta a punire il giocatore che ormai a occhi solo per il Barcellona. Leggi il resto dell’articolo

Finalmente il primo botto… sperando non sia l’ultimo…

Era difficile parlare di questo Barcellona in un periodo cosi “morto” della stagione calcistica. Non ho voluto parlare di calciomercato fino ad ora perchè le notizie che rimbalzavano dalla Spagna erano spesso delle ufficialità poco ufficiali e degli interessamenti non confermati poi dagli agenti e dalla società stessa.

Giorni non troppi lontani da oggi vedevano ormai in veste blaugrana Giuseppe Rossi. Non nascondo che le voci della stampa spagnola, che già da gennaio lo davano accasato al Barça, mi avevano fatto esaltare. Sono un grande estimatore di Giuseppe e mi avrebbe fatto piacere vederlo tra le fila catalane magari in parte a Leo Messi. Ma come tutte le “bombe” di mercato l’interessamento di Rossi è andato scemando a favore di Alexis Sánchez. Mentre sembrava ormai conclusa questa trattativa con l’Udinese si parlava di Sergio Aguero come possibile obiettivo di mercato.

Diciamo che tutti e tre, e non c’è bisogno che lo dica io, sono degli eccelsi giocatori. Tra i tre, come già detto, avrei preferito Rossi. La mia personale opinione è che Sánchez è una sfida della società catalana nel senso che, nulla togliendo all’Udinese, Alexis non si è mai confrontato con la pressione di una grande squadra, con competizioni mondiali e con un palcoscenico abituato a vincere come la realtà blaugrana. Rossi forse era più “maturo”. Mentre Aguero non lo ritenevo necessario vista la presenza David Villa.

Dall’altro lato se c’è una squadra che fa della sua forza i giovani è proprio il Barca quindi la mia speranza è che Alexis possa maturare e dimostrare tutto il suo valore già ampiamente dimostrato a Udine. Inoltre vorrei augurare a Bojan buona fortuna e gli auguro di dimostrare tutto il suo valore. Leggi il resto dell’articolo

Camp Nou

camp nou barcellona

Inaugurato nel 1957, 98772 posti, lo stadio più grande di Spagna e d’Europa: signori e signori(ma non Beppe) benvenuti nel tempio del calcio moderno. Benvenuti al Camp Nou di Barcellona.

Del Barcellona spesso si suol dire “Mes che un club”. Beh, io direi “Camp Nou, mes che un estadio”. Uno stadio immenso, praticamente 100.000 posti che per noi italiani sono la luna, anche se in giro per il mondo si trova pure di meglio come il celebre Maracanà(da non confondere con Mara Canà moglie di Oronzo) e i suoi 200.000 posti, ora in fase di ristrutturazione. Anche il Camp Nou subirà dei lavori di “ampliamento”, per permettere allo stadio di arrivare a 106000 posti.  Oltre a questo, verrà rifatta anche la facciata esterna, che verrà ricoperta di pannelli blaugrana, oro e bianchi e che si illuminerà come la celebre Alliaz Arena. Ma questa è un’altra storia.

Sicuramente la particolarità che farà tremare le gambe ai tifosi più incalliti, è quella di poter visitare non solo il museo del Barcellona, ma anche l’intero stadio. Un tour guidato ci porterà a toccare con mano quelle zone che altrimenti resterebbero inaccessibili ai più. Gli spogliatoi per esempio, spaziosi e dotati di ogni confort tra lettini e vasche idromassaggio. Si può visitare la sala stampa e fingere per pochi minuti di essere Leo Messi in attesa dell’ennesima intervista dopo un partitone, o addirittura vedere la piccola cappella per i più credenti (è risaputo che la Spagna, in generale, sia forse una delle nazioni in cui il senso di religione e spiritualità sia più forte e radicato). Dagli spalti è possibile ammirare tutta la maestosità  e l’immensità dello stadio, anche se non renderà mai l’idea del calore che questo stadio può trasmettere quando registra il tutto esaurito, magari in occasione del match col Real Madrid, la sfida infinita. Forse uno dei momenti più emozionanti è quello della traversata del tunnel che porta al campo, lo stesso che pochi secondi prima di calcare l’erba del Camp Nou, viene percorso da tutti i giocatori del Barca e che gli consente l’accesso alla bolgia di Barcellona. Si suol dire che in casa il Barcellona giochi sempre in 12. Ecco, sappiate che non scherzano. Arriva il momento più atteso, il tour vi porterà nella zona delle panchine, a ridosso del campo. Sale forte l’odore di erba appena tagliata e mista a quell’odore di storia che solo Leggi il resto dell’articolo

Campeon Campeon Campeon

Lionel Messi con la Coppa dalle grandi orecchie!!!

Aria di nuova stagione

Le nuove maglie del Barça 2012

A voi le nuove maglie del Barcellona 2012. Non mi esaltano molto ma non vedo l’ora di vederle indossate dai giocatori per un giudizio più completo!!!  A pelle mi esalta molto la seconda maglia nera mentre le righe della prima maglia a mio parere sono troppo sottili! Da notare per la prima volta la scomparsa della scritta della fondazione dell’Unicef dalla parte frontale della divisa. Ricompare invece dietro la maglia,sotto il nome e il numero. A voi ogni giudizio!!!

Le maglie 2012 da dietro

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