L’acqua di San Gennaro

Il titolo sarcastico di questo mio articolo fa ovviamente riferimento ai fatti della domenica calcistica che in seguito al maltempo hanno visto il rinvio della sfida tra Napoli e Juventus prevista in serata. E lo ammetto fin da queste prime righe: questo rinvio proprio non mi và giù e cercherò di spiegare per bene il mio punto di vista in questo articolo.

Partiamo, come è giusto che sia, dalla cronaca dei fatti. Torniamo quindi a domenica, l’Italia intera è colpita da forti acquazzoni, pure a Napoli anche se non certo ai livelli devastanti di Genova. Il prefetto di Napoli si siede a un tavolo per prendere una decisione: fare giocare o rinviare Napoli-Juventus. A questo tavolo partecipano anche altre figure di spicco, ad esempio il sindaco, e persino alcuni importanti esponenti del Napoli Calcio. La decisione, che viene divulgata intorno alle ore 12:00 , è quella di rinviare il match a data da destinarsi.

Chiusa la parentesi sulla “cronaca”, passiamo al mio pensiero. Innanzitutto precisiamo alcuni punti. Il terreno del San Paolo non era un problema, a meglio poteva esserlo la mattina di domenica, ma essendo cessata la pioggia si è arrivati alle ore 20:45 in uno stato decoroso per lo svolgimento della partita. Oltretutto se il manto erboso fosse stato il problema reale, si sarebbe aspettato il giudizio serale dell’arbitro, non si sarebbe certo rinviata la partita in mattinata. Il vero punto su cui verte il ragionamento del prefetto di Napoli è sulle strade e sulla viabilità. Una partita del Napoli mobilita al meno 6000 persone che quindi se sommato al maltempo avrebbe potuto creare situazioni pericolose. E su questo “non ci piove”,  non è certo su questo che voglio stare a puntualizzare.

Piuttosto, mi viene da chiedere che tipo di giudizio possa scaturire da un vertice composto da persone palesemente tifose del Napoli, e che affidabilità e soprattutto che credibilità possa avere agli occhi dell’Italia. La risposta mi pare ovvio. Sarebbe come fare decidere ai lavoratori stessi, se aumentare o salari o no. E’ ridicolo, ma in un paese dove il conflitto d’interessi è quasi una religione non ci si può aspettare troppo.

Ma abbandoniamo per un attimo questo e diamo per scontato che la scelta sia stata imparziale e coscienziosa. Mi sorge subito una seconda domanda. Ma senza i morti a Genova, dopo tutto l’inferno si era scatenato, la partita sarebbe stata sospesa comunque? Cioè quanto gli eventi di Genova hanno influenzato questa decisione? Il mio parere spassionato è che anche senza volerlo, chi ha deciso per la sospensione abbia avuto il timore di vedersi protagonista di una possibile strage e con parecchia caccotta nei pantaloni abbia preferito pararsi il sederino. Tanto per citare un altro problema della nostra italietta, conosciamo tutti il grande attaccamento alla poltrona delle persone che stanno ai vertici.

Ma mettiamo in un angolino anche la mia domanda numero due e passiamo velocemente alla mia terza e ultima domanda, nonchè la domanda che più mi irrita porre e a cui veramente pagherei perchè qualcuno dall’alto mi rispondesse. Ma perchè mai mi chiedo, proprio domenica si è voluto essere così pignoli sull’argomento sicurezza dopo che lo stadio San Paolo è stato per anni uno degli stadi meno sicuri d’Italia? Ho usato il passato, ma si potrebbe benissimo usare il tempo presente. Due pesi due misure, quando fa comodo essere pignoli, si rinviano le partite, quando invece non cambia nulla a nessuno si vive col paraocchi. I problemi alla sicurezza degli stadi italiani, hanno portato obbligatoriamente ad un incremento delle misure di sicurezza a cui anche lo stadio San Paolo si è dovuto attenere. Ma è così strano meravigliarsi che scene simili succedano ancora?

Io non credo. Seppur migliorate le misure di sicurezza non sono mai sufficienti, soprattutto se si parla dello stadio di Napoli dove i “furbetti” sono parecchi. Da quelli, come visto, che cambiano settore dopo essere entrati a quelli che entrano a coppie dai tornelli, una vera arte per alcuni napoletani. Poi non importa se i vari settori hanno una portata massima, in fondo chi si ricorda dell’Heysel? Come detto la situazione attuale è migliorata, ma non sono lontani i tempi in cui si susseguivano settimanalmente i video divulgati da ‘Striscia la notizia’ in cui orde di napoletani scavalcavano incuranti i cancelli senza pagare il biglietto.

Probabilmente non avevano ancora dato un tavolo al prefetto.

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