Se il buongiorno si vede dal mattino…

La protesta di Boateng dopo il gol contro il Bate Borisov

Possiamo essere contenti dopo le ultime due prestazioni, perché oltre a 6 punti il Milan ci ha regalato un buon gioco, il rientro di alcuni giocatori importanti e una porta finalmente inviolata (Van Bommel ce l’ha messa tutta per privarci di questo ultimo dono). Prima di cantare vittoria aspettiamo però ancora qualche partita perché quello che ci vorrebbe ora è un bel filone di vottorie per scalare questa classifica corta e per arrivare in Champions, alla partita contro il Barcellona con i suoi stessi punti.

Il prossimo ostacolo è la trasferta a Lecce, campo in cui non vinciamo da 10 anni, ma che io preferisco ricordare come quello in cui Shevchenko ha segnato il suo primo gol nel Milan.

La partita verrà disputata alle 12,30 di Domenica e il Milan giocherà la sua prima partita non serale della stagione! A tal proposito ricordo quanto scritto nell’articolo sulla convenienza di sottoscrivere un abbonamento. Se il buongiorno si vede dal mattino, posso dire che mi fa piacere guardare la partita dopo essermi svegliato, ma d’altra parte penso ancora a tutti quei tifosi che la partita la guardano allo stadio e alle squadre stesse che si vedono penalizzate da questa situazione. Non so se è un abitudine di tutte le squadre o anche questa volta ci troviamo davanti alla cura dei dettagli che spesso si vede nel Milan, ma posso dirvi che ieri mattina i giocatori hanno pranzato alle 09,30 (no, non ho sbagliato a scrivere) e fatto allenamento a mezzogiorno per essere pronti Domenica e sinceramente la cosa mi ha fatto sorridere.

Cambiando discorso parliamo di Boateng, giocatore a cui farei una statua e che tutt’oggi, viene ancora definito da alcuni tifosi come un giocatore soltanto grintoso e senza particolare tecnica. Come tutti avrete visto dopo lo stupendo gol di Mercoledì ha optato per una piccola protesta nei confronti di chi in passato lo ha accusato di svolgere una vita fuori dalle righe nel suo tempo libero, anche nei giorni prima delle partite accostandolo un po’ al caro vecchio Ronaldinho.

Io da una parte sono dell’idea che fin che rendi e giochi bene in campo, fuori puoi fare quello che vuoi e nessuno, se non la società, può venire a darti consigli o a farti una predica; dall’altra però penso che il modo migliore per rispondere a queste voci sia appunto quello di continuare a giocare bene senza bisogno di arrivare a queste proteste e ad interviste in cui fai la parte della vittima perché in un certo senso quei giornali che hanno parlato male di te sono gli stessi che fino a quel momento ti hanno dato da mangiare.

Direi che questa è un po’ una situazione delicata, come un cane che cerca di mordersi la coda: sai perfettamente che qualunque cosa tu faccia, loro continueranno a scrivere quello che vogliono per tirare l’acqua al loro mulino e allora, vale tanto la pena per un professionista serio arrabbiarsi per delle voci di corridoio?

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