Una favola chiamata Albinoleffe

In un mondo, quello calcistico, che ci offre sempre più la faccia peggiore della medaglia, tra scioperi, cifre pazzesche e indebitamenti record, guardando bene spesso si possono scorgere delle storie particolari, quasi singolari, che hanno il contorno perfetto della favola moderna.

Una delle pagine calcistiche più belle che ci può offrire il panorama calcistico italiano è sicuramente quella dell’Albinoleffe, squadra che dal lontano 2003 milita nel campionato cadetto.

Nel lontano 1998 due delle maggiori società sportive della Val Seriana (il Leffe e l’Albinese) decisero di fondersi, non senza malumori da parte della tifoseria, per creare la nuova società dell’Albinoleffe. Il campo era il modesto terreno di Leffe e la categoria era C2, un buon punto di partenza. Il primo anno ci fù subito il botto, secondo posto nel proprio girone e promozione in C1 dopo aver eliminato Spezia e Prato. Non ci si poteva augurare inizio più promettente. I primi anni in C1 furono contornati da alti e bassi. La prima stagione vide l’Albinoleffe protagonista col suo 9°posto di una salvezza tranquilla, mentre i successivi due anni la videro invischiata nella lotta per non retrocedere e si conclusero entrambe col 13° posto finale in classifica, vale a dire salvezza. Ma i buoni auspici per sperare nel grande salto già si erano visti grazie alla conquista della Coppa Italia Serie C in finale col blasonato Livorno. Le grandi prove erano iniziate e l’anno seguente la compagine celeste approdò ai play-off grazie al secondo posto finale. Le avversarie furono prima il Padova, poi in finale il Pisa. Dopo la sconfitta sul campo pisano per 2-1, al ritorno l’Albinoleffe vinse a sua volta per 2-1, e dilagò sul 4-2 negli accesissimi 30 minuti dei tempi supplementari.

Finalmente serie B.

La prima stagione in serie B inizia con l’augurio di non ripetere il recente exploit negativo di un altra squadra seriana, l’Alzano Virescit, subito retrocessa in serie C1 per poi essere dichiarata fallita dopo pochi anni. In una serie B “allargata” ad un girone a 24 squadre l’Albinoleffe si piazzo al diciottesimo posto conquistando una salvezza che in pochi avrebbero pronosticato all’esordio. Merito anche del noto tecnico Gustinetti, artefice prima della promozione, poi della salvezza. Anche il secondo anno si conclude a tarallucci e vino, grazie al 12° posto finale. Ma al termine della stagione Gustinetti lasciò la celeste per approdare ad Arezzo e con il nuovo mister, Vincenzo Esposito, si trovò invischiato a lottare per gli ultimi posti della classifica. Quando oramai l’Albinoleffe sembrava destinato a ripercorrere i propri passi come un gambero per tornare in C1 la società prese per la prima volta la coraggiosa decisione di esonerare il proprio allenatore chiamando in panchina un mentore come Emiliano Mondonico. Ciò che pareva impossibile inizio a realizzarsi. L’albinoleffe rimontò fino al 18°posto qualificandosi per i play-out che poi la videro vincitrice nel doppio confronto con l’Avellino. L’impresa si realizzò, Mondonico portò la terza salvezza consecutiva alla celeste.

Ma le sorprese per i tifosi bergamaschi non erano certo finite.

La stagione 2006/07, l’anno della grande B con squadre come Juventus, Napoli e Genoa invece che trasformarsi in un’annata da incubo divenne la stagione della conferma. 10° posto finale, e una serie di piccole soddisfazioni come la vittoria col Napoli e il doppio pareggio contro la corazzata juventina.  Ma le ambizioni della celeste erano ben altre. La stagione 2007/08 partì con un Mondonico in meno e con un Gustinetti in più. Fin dalle prime giornate la squadra mise in mostra tutte le proprie doti in un girone in cui presenziavano tra le altre Chievo, Bologna, Brescia e Lecce. Con la squadra avviata ai play-off, in seguito a 3 sconfitte consecutive, Gustinetti venne sostituito con l’allenatore della primavera Madonna. La prima avversaria sulla strada verso al serie A fu il Brescia, squadra con tutt’altra tradizione ed organico. Ma a dispetto di ogni previsione l’Albinoleffe riuscì nell’impresa di eliminare i lombardi e si vide proiettata verso l’ultimo ostacolo prima della massima serie, ovvero il Lecce. Alla sconfitta per 1-0 dell’andata, si sommò il pareggio 1-1 del ritorno che quindi vanificò ogni sogno di gloria dei seriani.

Questo rimane il punto più alto della storia della squadra a cui seguirono un 9° ed un 11° posto, fino allo scontro play-out vinto lo scorso anno contro il Piacenza. E’ da poco iniziata la nona stagione consecutiva dei seriani nella serie cadetta, e come sempre vediamo la squadra stazionare a metà classifica.

La favola Albinoleffe continua, e tutti gli auguriamo che possa proseguire ancora per molti anni e un giorno, chi può saperlo, magari raggiungere traguardi ben più alti.  E alla faccia di  budget milionari e di sessioni di calciomercato esorbitanti, la piccola squadra bergamasca che è entrata in punta di piedi nel mondo del calcio che conta, continua a stupire tutti e a dare lezioni di calcio e di umiltà in giro per l’Italia.

 

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