Proud man walking

Nel tempo, tutte le persone hanno modo di godere di un soprannome che nella maggior parte dei casi viene affibbiato senza un reale consenso. Quindi fondamentalmente i casi sono due: puoi essere fortunato o no. Anche perchè levarsi un soprannome scomodo, rischia di trasformarsi in un’impresa impossibile.

E il caro Claudio Ranieri, appena approdato sulla panchina dell’Inter ne sa qualcosa. Il suo caso è molto particolare: egli vanta ben due soprannomi, uno usato in Italia, l’altro in Inghilterra. La vera curiosità è che sono diametralmente opposti, uno è quasi uno scherno, l’altro un grande onore. E non c’è bisogno di specificare che il soprannome “antipatico” è quello con cui viene additato in Italia, per lo più a Roma.

“Er fettina” lo chiamano, ovviamente in modo un po’ dispregiativo. La sua unica colpa è quella di avere un nonno che lavorava come macellaio al Testaccio, e se due più due fa’ quattro ecco nato il suo speciale soprannome italiano. Non certo un vanto per uno che in Italia può decantare la miglior Juventus del dopo calciopoli, e la miglior Roma del dopo scudetto. Ranieri nelle squadre che ha allenato è sempre riuscito  ad ottenere il massimo fin da subito salvo poi entrare in contrasto con qualcuno, in particolare con la dirigenza ed essere puntualmente rispedito a casa.

Ma come detto “er fettina” non è l’unico soprannome col quale viene identificato. L’Inghilterra, dove ha allenato per quattro stagioni il Chelsea, gli ha donato un soprannome che vale più di cento “er fettina” messi insieme. Proud man walking. “Uomo orgoglioso che cammina”, ovvia parafrasi di “dead man walking” soprannome di coloro che sono in attesa dell’esecuzione della pena capitale. Ebbene sì, perché il vero morto che cammina era proprio lo stesso Ranieri, al suo quarto e ultimo anno a Londra. Prima dell’inizio della stagione, Abramovich aveva rilevato le quote della squadra londinese e si apprestava a rilanciarla a livello mondiale, cosa che effettivamente è riuscito a fare pur mancando sempre la tanto desiderata Champions League. Era chiaro fin dalla prima giornata di campionato che Abramovich non gradiva il tecnico italiano e certo non lo nascondeva neppure troppo. Claudio Ranieri era quindi un “uomo morto che cammina”, un allenatore che ancor prima dell’inizio della stagione, era consapevole che alla fine di questa sarebbe stato miseramente cacciato via. Ma nonostante lo stesso Ranieri, come del resto tutta l’Inghilterra, fosse consapevole del proprio destino mantenne un eleganza, un orgoglio e una professionalità tale da guadagnarsi un soprannome così nobile.

Proud man walking.

E sono certo che lo stesso orgoglio e la stessa eleganza emergeranno in questa annata milanese, e che l’Inter si risolleverà fino a giungere nel gruppo di testa cioè la zona della classifica che, nonostante una rosa meno competitiva degli anni scorsi, le compete.

Pround man walking will strikes again.

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2 Responses to Proud man walking

  1. DavideCorti says:

    Non sei diventato interista, vero?!? Cmq ottima riflessione

  2. delpieroni86 says:

    ci stò facendo un pensierino dai 🙂

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