Super 8

Buffon;

Lichsteiner;

Barzagli;

Marchisio;

Pirlo;

Pepe;

Del Piero;

Matri.

Ecco i super 8 della Juventus. Gli unici 8 su cui fare pieno affidamento almeno per quanto emerso dalle prime 4 giornate. 8 punti, 2 pareggi e due sconfitte. Poteva andare peggio, ma anche decisamente meglio. La Juventus vista col Parma è rimasta una chimera. La prestazione col Siena, seppur di misura, la considero buona. Basti guardare i risultati più recenti del Siena per far capire che in fin dei conti non ci si può lamentare. Cosa che invece è giusto fare per la partita col Bologna. Una partita dominata ma non chiusa, anche a causa dell’inferiorità numerica. Chiudiamo con il match di Catania, campo ostico, sul quale la Juventus ha faticato oltre ogni previsione. Si può guardare il bicchiere mezzo pieno, o il bicchiere mezzo vuoto, la verità sta nel mezzo e l’ago della bilancia potrà spostarsi repentinamente domenica sera in base al risultato ottenuto col Milan.

Le uniche certezze che i tifosi possono per ora ostentare, sono quelle legate ai suoi super 8 calciatori.

Buffon, dopo una stagione di bassi e bassi, sembra aver riacquistato una forma accettabile, il che lo rende punto fermo tra i pali bianconeri.

Lichsteiner si può definire senza dubbio il secondo miglior acquisto estivo della Juventus. Affidabile, preciso, puntuale, instancabile. Sulla fascia destra ogni porta alla concorrenza è stata chiusa e puntellata.

Barzagli, come già scritto settimana scorsa, continua a essere il leader della difesa e fino ad ora non ha si è sempre mostrato affidabile oltre ogni aspettativa estiva.

Marchisio, eurogol di Parma a parte, sta facendo il suo compitino più o meno bene. Finchè ha un signor Pirlo accanto a dettare i tempi tutto è ok, certo quel giorno che quest’ultimo mancherà allora magari potrebbe nascere un problema.

Pirlo. Autoritario, fantasioso, geniale. Non poteva sognare inizio migliore l’ex milanista già divenuto faro di una squadra in cerca di riscatto.

Pepe, l’uomo che non ti aspetti. Che non ti aspetti di trovare ancora a Vinovo dopo la stagione deludente in primis, ma anche che non ti aspetti di trovare così in forma dopo le prime 4 sfide. Corre, lotta, a volte segna. Nonostante siano arrivati un centinaio di giocatori in fascia, lui non molla.

Del Piero, seppur utilizzato col contagocce, e nonostante non abbia ancora segnato una rete, quando è in campo si vedono lampi di gioco brillante e armonioso come nessun’altro attaccante riesce a fare. Highlinder.

Matri, lo avevamo lasciato come leader dell’attacco e lo ritroviamo accerchiato di pretendenti a una maglia. Lui è un uomo da gol e quest’anno lo dimostrerà. Intanto arranca tra campo e panchina, ogni tanto si fa male, ogni tanto si divora dei gol (Parma) e ogni tanto segna, ma le aspettative nbei suoi confronti sono rosee.

I restanti millemila giocatori hanno un gigantesco punto di domanda sulla maglia al posto del numero. Partendo Leggi il resto dell’articolo

Annunci

2000 volte gol

Ibra e Cassano esultano dopo il rigore segnato contro il Plzen

Il campionato non è iniziato nemmeno da un mese e domenica sera, nella splendida cornice del nuovo stadio juventino si giocherà il vero derby d’Italia: Juventus-Milan.

Anche se  un eventuale sconfitta non comprometterebbe niente in chiave campionato, spero che i ragazzi giochino una buona partita perché l’anno scorso la juve, nonostante la catastrofica settima posizione finale ci ha dato del filo da torcere, battendoci all’andata e giocando comunque al ritorno un ottima partita viziata da un gol quasi casuale di Gattuso. Avete poi presente tutti gli juventini che ci sono e aspettano solo di far risultato per sbatterti in faccia che sono tornati competitivi? Una sconfitta sarebbe davvero un incubo per il risveglio del lunedì mattina.

A dire il vero, io sono fiducioso per questa partita: con le prime due squadre “Scarse” della stagione sono arrivate anche le prime due vittorie che danno sicurezza alla squadra e pian piano gli infortunati iniziano a tornare disponibili. Impressionante, per quello che ho visto (purtroppo solo le azioni da gol), la partita di Ibra che sembra essere pronto anche per un match decisamente più impegnativo. Aggiungiamoci il probabile rientro di Boateng, giocatore di cui si è sentita incredibilmente la mancanza e i presupposti per andare a Torino e giocare una buona partita ci sono tutti.

L’unica tegola è l’ennesimo infortunio di Pato, che manda all’aria la riabilitazione Americana dell’anno passato tanto osannata come soluzione finale del problema e che getta ombra su questo ragazzo che se continua di questo passo rischia di non diventare mai uno dei migliori al mondo.

Tornando alle ultime due vittorie, sottolineo che gli errori sono ancora troppi e vedere Abbiati costretto a super interventi contro Cesena e Viktoria Plzen mi fa pensare. Fantastiche invece alcune azioni in fase offensiva, in particolar modo quella avviata da Ibra, tutta al volo, al 58° (chi non l’avesse vista si affretti a farlo!) quando il telecronista sky ci ha paragonato agli Harlem Globetrotters. Un azione così racchiude quasi tutto ciò che di bello c’è nel calcio: lo spettacolo. Puoi provare e riprovare degli schemi in allenamento, puoi cercare di giocare la palla a terra perché così si deve fare, allargare il gioco sulle fasce e mettere la difesa a 3 o a 4 e poi Leggi il resto dell’articolo

Messi / Kubala – Piccoli record crescono

Il 5-0 con l’Atletico Madrid e la tripletta della pulce Leo Messi non hanno portato in casa del Barcellona solo i 3 punti in vista della corsa per la vittoria della Liga, ma avvicinano sempre più Messi al record assoluto di reti realizzate con la maglia blaugrana.

E se Cesar Rodriguez con le sue 235 reti è ancora lontanissimo in vetta a questa speciale classifica, Messi con la sua dodicesima tripletta in maglia blaugrana è giunto a quota 192 reti a sole due lunghezze da un’altra leggenda del calcio catalano ed europeo, ovvero Kubala.

Kubala per la storia del Barcellona ha rappresentato molto. Centrocampista con un buon fisico, molto abile nei dribbling e nei calci piazzati, grande fiuto del gol. Insomma rappresenta l’opposto del mediano moderno, tutto grinta e fisico. La curiosità interessante che lo riguarda è senza dubbio quella sulle sue presenze in nazionale. Kubala ha infatti vestito la maglia di ben tre nazionali: la Cecoslovacchia, l’Ungheria e la Spagna. Cosa non da tutti.

Kubala ha anche un passato italiano, più precisamente alla Pro Patria. Ma altra curiosità, non giocò altro che amichevoli durante la sua permanenza italiana a causa dei contrasti con la federazione ungherese e più genericamente col regime comunista. Egli infatti fuggì dall’Ungheria(dove giocava sia in nazionale sia in una squadra di club), passando per Austria e Svizzera, fino ad assere ingaggiato dalla squadra italiana. La federazione ungherese non gli consentì di prendere parte a partite ufficiali, squalificandolo addirittura vita. La situazione si risolse quando riuscirono a procurargli la nazionalità spagnola con trasferimento a Barcellona annesso. Quì gioco per undici stagioni, divenendo leader e idolo della squadra blaugrana, squadra nella quale la sua fama conosce pochi rivali.

Probabilmente Messi già dalla prossima sfida aggancierà o supererà il grande giocatore degli anni 50′ e questo dovrebbe far capire come Messi sia già profondamente parte della storia del suo club. Alla sua settima stagione a Barcellona, e a soli 24 anni, Messi già sta ridicolizzando i record di persone che hanno fatto la storia del calcio prima di lui.

La domanda che mi pongo è una sola.

Continuando così anche solo fino ai trent’anni (non certo una cosa improbabile), dove potrebbe mai arrivare la pulce?

Chapeau.

Proud man walking

Nel tempo, tutte le persone hanno modo di godere di un soprannome che nella maggior parte dei casi viene affibbiato senza un reale consenso. Quindi fondamentalmente i casi sono due: puoi essere fortunato o no. Anche perchè levarsi un soprannome scomodo, rischia di trasformarsi in un’impresa impossibile.

E il caro Claudio Ranieri, appena approdato sulla panchina dell’Inter ne sa qualcosa. Il suo caso è molto particolare: egli vanta ben due soprannomi, uno usato in Italia, l’altro in Inghilterra. La vera curiosità è che sono diametralmente opposti, uno è quasi uno scherno, l’altro un grande onore. E non c’è bisogno di specificare che il soprannome “antipatico” è quello con cui viene additato in Italia, per lo più a Roma.

“Er fettina” lo chiamano, ovviamente in modo un po’ dispregiativo. La sua unica colpa è quella di avere un nonno che lavorava come macellaio al Testaccio, e se due più due fa’ quattro ecco nato il suo speciale soprannome italiano. Non certo un vanto per uno che in Italia può decantare la miglior Juventus del dopo calciopoli, e la miglior Roma del dopo scudetto. Ranieri nelle squadre che ha allenato è sempre riuscito  ad ottenere il massimo fin da subito salvo poi entrare in contrasto con qualcuno, in particolare con la dirigenza ed essere puntualmente rispedito a casa.

Ma come detto “er fettina” non è l’unico soprannome col quale viene identificato. L’Inghilterra, dove ha allenato per quattro stagioni il Chelsea, gli ha donato un soprannome che vale più di cento Leggi il resto dell’articolo

Cercasi difensore centrale. Anzi no.

Giorno di chiusura del mercato estivo del 2011. Tra i tifosi juventini aleggia un certo malumore. Io stesso lo esprimo in primis con un articolo su questo blog, ma il mio pensiero è in sintonia con quello del popolo juventino ed è facilmente riassumibile. Abbiamo comprato giocatori di fascia a valanghe e nel reparto più fragile, ovvero la difesa, non abbiamo cambiato una virgola. Il che effettivamente  un atteggiamento alquanto strano, quasi inopportuno.

La coppia Chiellini-Bonucci fa acqua e i terzini non si dimostrano all’altezza, uno su tutti l’inguardabile Motta. Gli anni passano anche per il Chiello che se nel 2008 poteva definirsi uno dei due difensori centrali italiani più forti, ora è involuto fino a raggiungere il livello di giocatore “solamente” buono. Il suo compagno Bonucci è un oggetto tanto misterioso quanto strano. Giunto a Torino dopo l’annata dell’imperforabile Bari, non si è certo dimostrato all’altezza della vecchia signora.

I presupposti sono quindi dei peggiori, una volta visti sfumare tutti i principali colpi per il centro della difesa. Poi il campionato inizia e dopo 3 giornate ti trovi con 7 punti che potrebbero benissimo essere 9, e con 2 reti subite che potrebbe essere solo una ma a pensarci bene anche nessuna. Il gol di Parma è causa di un calo di tensione al termine di un esordio bagnato con un trionfo, e soprattutto di un’ingenuità di De Ceglie. Il gol di Bologna è nato da una palla ferma e pure in un momento di inferiorità numerica.

Quindi in fin dei conti per ora, De Ceglie a parte, la difesa ha retto egregiamente. Il merito, oltre  a quelli evidenti dell’allenatore, è solo in parte di Chiellini che resta ancora un po pasticcione(vedi gol di Bologna), e men che meno di Bonucci che non ha ancora esordito in quest campionato.

Più che altro il vero muro innalzato dalla vecchia signora è quello di Leggi il resto dell’articolo

In cerca di una reazione

Scintille tra Pato e Maggio durante Napoli - Milan

Dopo la sconfitta a Napoli la partenza è sempre più falsa e ora tutti invocano una reazione  per non prendere troppi punti dalle capoliste.

Non ero certo fiducioso prima della partita, ma dopo il miracolo al Camp Nou speravo in qualcosa di più e  questo 3 a 1 non ha fatto altro che riportarmi con i piedi per terra. A tal proposito è comunque doveroso aprire una parentesi perché un pareggio a Barcellona di questi tempi va sottolineato e ricordato.

Come tutti, già conoscevo l’incredibile possesso palla dei campioni d’Europa, ma vederlo in atto contro la mia squadra è stato davvero demoralizzante e devo dire che calcisticamente parlando questa è un esperienza che non auguro a nessun tifoso (a parte a quello interista). Ho sempre criticato le prestazioni dell’Inter nelle semifinali di Champions di due anni fa, ma dopo questa partita mi son dovuto ricredere: puoi impostare la gara in modo più o meno difensivo, ma il loro pressing asfissiante rende impossibile impostare qualsiasi tipo di azione. Ecco, questo pressing è la cosa che più mi ha impressionato tra tutte le qualità dei giocatori blaugrana. È come se una partita contro il Barcellona fosse una partita a se, diversa da quella che potresti vedere contro una qualsiasi altra squadra; ricordo a tal proposito le due partite del girone di Champions dell’anno scorso, contro un Real nettamente più forte ma che comunque qualche occasione e soprattutto una minima impostazione di gioco la consentiva.

Si può certo dire che il pareggio sia arrivato un po’ per grazia divina, ma se posso permettermi due piccole colpe il Barcellona le ha:

  1. Eccessiva leziosità che ha portato la squadra a giochicchiare subito dopo il vantaggio e a non cercare più un gol che avrebbe definitivamente chiuso la partita.
  2. Puoi comprare tutti i centrocampisti del mondo, ma se poi li fai giocare  da difensori centrali questi sono i risultati
Sono curioso ora di vedere il ritorno per capire se almeno in casa siamo in grado di fare qualcosa di più o se dobbiamo rassegnarci e assistere al solito monologo di una squadra che vorrà vendicarsi di un pareggio non meritato raggiunto al novantaduesimo.
Tornando al campionato Leggi il resto dell’articolo

Gasp!!

Se si volesse vivere onomatopeicamente il match Inter-Roma, in stile fumettistico la partita sarebbe stata circa questa:

Si parte con parecchi “mumble”, si prosegue con dei “anf” e degli “auch” dal campo e dei “Fiu” e “bleah” dagli spalti, per finire con una serie interminabili di “gasp!”. Gasp, stupore, restare senza fiato, per gli inglesi sarebbe un “amazing”.  E se l’allenatore dell’Inter viene spesso chiamato così un motivo ci sarà. Che dite? Sarebbe un’abbreviazione del cognome? Macchè, basterebbe chiederlo agli spettatori del match di ieri. Alzi la mano chi non ha emesso un “gasp” quando il mister ha richiamato in panchina  Forlan per fare entrare il mitico Muntari ovviamente subito sommerso dai fischi.

Mi pare doveroso approfondire il mio punto di vista. Partiamo con le numerose attenuanti. Moratti che nella sua storia all’Inter ha speso un’infinità di soldi, e comprato centinaia di giocatori ha spesso dimostrato di essere completamente incompetente nella compravendita di questi ultimi. Poi ovviamente la fortuna non può essergli sempre avversa, tipo uno Snejder è un acquisto apprezzabile (Eto’o direi che è stato più un regalo del Barcellona, un po’ come è stato un regalo quello dell’Inter verso i russi), ma sostanzialmente per ogni buon acquisto ci sono almeno 4-5 bidoni, un rapporto del  20-25%. E il fato ha voluto donare a Gasperini una media radente lo 0%, tanto per abbassare ancor di più una media palesemente infima. Quindi c’è il dato di fatto che l’organico con tutta la probabilità non ha il potenziale per vince in Italia, in Europa non parliamone nemmeno. Certo, d’altro canto neppure Palermo e Trabzonspor l’hanno, anzi stanno sicuramente peggio.

Quindi mi sorgono spontanee delle domande, una su tutte: che valutazione possiamo dare ad un allenatore che dopo due sconfitte rinuncia al suo credo (la difesa a 3) per quello degli altri(difesa a 4)? Cioè, tu allenatore ami giocare con tre difensori, l’hai sempre fatto e pure in questa tua grande occasione ci provi. Dopo due sconfitte di fila e un uragano di polemiche in cui vieni criticato, subito torni a giocare nel modo in cui gli altri vogliono. Qua o c’è un grosso problema di servilismo, o semplicemente il mister non ha le palle per imporre le proprie idee. Ve li immaginate voi un Mazzone, uno Zeman, un Conte, un Capello, un Trap fare una cosa così? Gente che tra uno Strunz e un altro, piuttosto si fa cacciare o se ne va con le proprie gambe quando il loro progetto non viene condiviso o accettato. Bene, Gasperini ha perso talmente tanti punti nella mia personale classifica delle persone stimate, che ora si trova poco sopra Moratti (e quindi molto in basso). In Champions si è trasformato nel leccapiedi della società(e ha pure perso). Con la Roma, apparentemente era schierato con una difesa a 3, peccato che dalla fascia pretendeva sempre copertura, ergo una pseudo difesa a 4, seppur ben mascherata.

Vogliamo invece parlare del suo ultimo antagonista? Il caro Luis Enrique mi è piaciuto veramente da matti. In barba alle critiche ha piazzato De Rossi dietro quasi un difensore centrale aggiunto, due terzini che si chiamano Perrotta e Taddei e che con Spalletti erano degli attaccanti aggiunti, oltre ha spiazzare tutti mettendo titolare lo sbarbato Borini invece che i più acclamati Borriello e Bojan. Ed ha saputo sfoderare dal cilindro Roma una grande prestazione che tutto sommato poteva finire sia meglio che peggio, ma che per la classifica rimane a mio avviso un punto guadagnato, non due punti persi.

All’abulico Gasperini che ha paura di vedersi soffiata la panchina da sotto le natiche, preferisco di gran lunga er coraggioso Luis Enrique.

Gasp!!