Vivere “el clàsico” al Camp Nou

Ci sono cose che si preparano per giorni, mesi e a volte pure anni. Cose che muori dalla voglia di fare, e non stai più nella pelle nell’attesa che venga il fatidico giorno. Cose che aspetti da una vita, come se avessi vissuto fino a quel giorno solo nell’attesa di quell’evento.  Magari il giorno più bello della tua vita, assaporato dopo tanta pazienza e dopo tanta attesa. E poi ci sono quelle cose che capitano puramente per caso, quelle che sono talmente inaspettate da avere un sapore particolare, capaci di soddisfarti in un modo che magari neppure conoscevi.

Ci sono quindi due ragazzi qualsiasi, una coppia di fidanzati. Sono appena sbarcati a Barcellona, più precisamente all’aeroporto El prat. Al di fuori del terminal 2 il viavai di Autobus è notevole, quindi il ragazzo qualunque decide di rientrare in aeroporto e di chiedere delle informazioni. Mentre fa la fila il ragazzo qualunque scorge un foglio A4 qualunque, che recita trionfale la scritta “Biglietti per Barcellona-Real Madrid a partire da 73euro”.Giunge il suo turno all’ufficio informazione ma le indicazioni di cui necessitava perdono un po di importanza. La lei qualunque chiede al lui qualunque se vuole andare a vederla. Lui nega, in modo più che plateale. C’è una grossa porta girevole che permette alle persone all’interno dell’aeroporto di uscire all’esterno e viceversa. I ragazzi qualunque vi entrano, ma poi escono dallo stesso stesso lato. Tornano all’ufficio e acquistano due biglietti. E fu così che mercoledì sera mi ritrovai seduto al posto 5, fila 29, Settore 355, della zona Goal2 dello stadio Camp Nou.

Sono le ore 22 circa e mi siedo sul seggiolino a me riservato. Non un seggiolino come in curva a San Siro dove temevo di prendere a gomitate il vicino o a ginocchiate chi stava nella fila sottostante alla mia, ma un vero seggiolino. Non è certo una poltrona ma ti dona il tuo spazio vitale e ti permette di avere una certa nonchalance nei movimenti. Picchio anche il mio zoom sulla testa di quello che siede davanti a me, ma lo ammetto, solo per colpa mia.

Il campo è semideserto, ma dopo poco entrano in campo i 3 portieri del real. Ed è questo il momento che parte una bordata di fischi mai sentita prima. 92932 persone (paganti 92965 ma 13 era madrilisti e gli altri 20 erano sordomuti) che fischiano contemporaneamente gli anti-eroi della serata, i galacticos(ex-galacticos). Casillas in quel momento avrà sicuramente pensato “ma chi me lo fa fare”. Poco più tardi ecco entrare i portieri del Barcellona, accolti ovviamente da un’ovazione. E il binomio fischio/ovazione si ripete puntualmente all’ingresso prima del Real, poi del Barcellonaper un breve riscaldamento pre-partita. Subito la mia lei coglie particolari a cui non prestavo attenzione. “ma dov’è il capellone?”. Già cazzo, dov’è Puyol! Ok, Puyol non c’è, ora sono sicuramente cazzi amari. La partita, ancor prima di questa notizia era nata sotto la stella del pessimismo. “Vedrai che vado una volta io e perdono”, “Prima o poi riusciranno a vincere”, etc etc etc….

Scoccano le 23, e la partita si appresta a iniziare.  Il mio pessimismo aumenta quando non siamo ancora al 1°minuto che già Ronaldo conclude a rete. I presupposti di una batosta penso. E i primi minuti mi danno ragione. Un buon Real a fare il gioco, e un Barca che resta a guardarlo. E Messi? che fine ha fatto poi? Sta giocando? Purtroppo sì, Messi c’è non pare proprio in partita. Una manciata di secondi e Messi riceve un buon pallone, lo ripassa ed ecco magicamente Iniesta con la porta spalancata davanti a se. Tocco sotto e via sotto la curva a esultare. L’1-0 più inaspettato di sempre, chissà che bestemmie saranno passate per la testa di Mourinho in quel momento. Ma niente paura, il tempo necessario per far quadrare il Real, ed ecco giungere subito il pareggio. Un gol persino parecchio bruttino e fortunato, ma così è la dura legge del gol. E quindi riparte la stessa sinfonia dei primi minuti,il Real che ha il pallino del gioco, ma un sostanziale equilibrio nelle occasioni da rete. Così a una quasi prodezza di Pedro, risponde la traversa di Ronaldo, a cui segue un clamoroso errore di Messi solo davanti al portiere, roba molto più rara da vedere rispetto a un suo gol.Tra un “Porque” e un “Hijo de puta de Pepe” la partita sembra indirizzata al pareggio nei primi 45′ quando un tacco di Pique di ,cui nessuno si era accorto dagli spalti, illumina Messi che insacca. Solo gli infarti sono più improvvisi dei gol del Barcellona. I gol non seguono azioni prolungate, o forcing asfisianti, molto semplicemente potrebbero arrivare in ogni momento.

Inizia il secondo tempo ed è normale aspettarsi il forcing del Real Madrid, e invece la partita si calma e il Barcellona gestisce bene gara e avversari. Su una fascia Dani Alves blocca puntualmente il fratello spompato di Ronaldo, dall’altra Abidal pur non spingendo gioca con una scioltezza imbarazzante e spesso deride gli avversari in pressing. In mezzo Pique di testa è insuperabile e il suo compagno di reparto Mascherano è in serata di grazia. Davanti sono tutti fenomeni, non c’è bisogno di ribadire la loro bravura. Pedro impressiona. Corre sempre senza sosta e quasi tutti i lanci hanno lui come destinatario. Villa praticamente è inutile, non tocca una palla e quando la tocca non fa nulla di apprezzabile. Lo stadio è già pronto a riversarsi nelle strade quando arriva la doccia fredda, Benzema pareggia in seguito a una mischia in area. Tutto da rifare, l’unico aspetto positivo è che mi vedrò mezz’ora di supplementari in più. Entra Fabregas che era già pronto ad entrare durante l’azione del gol madrilista, e senza più Pedro e Villa l’unica vera punta rimane solo “la pulga”. A 3 minuti dalla fine quello che succede lo sapete, a fondo pagina c’è un mio video a testimoniarlo. Tutti i tifosi allo stadio alzano e abbassano le braccia tese in segno di inchino gridando “Meeeessi” e la coppa viene consegnata tra le mani di Xavi. 90000 tifosi blaugrana si riversano nelle strade, al punto da farmi perdere più volte l’orientamento. Metrò, pulman e taxi sono presi d’assalto e un’onda/orda di tifosi si sparge in ogni direzione.

P.s. Ma i tifosi del Real dov’erano??

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One Response to Vivere “el clàsico” al Camp Nou

  1. DavideCorto says:

    Chissà il Clivo come schiatta d’invidia….

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