Veni, vidi, Vucinic

Venne, vide e vinse.

I lettori non si soffermino troppo sullo sguardo deciso di Mirko, ma nemmeno su Marotta col lecito dubbio che quest’ultimo o non abbia capito chi scattava la foto o che i suoi problemi agli occhi siano più gravi di quanto immaginassimo. Detto questo non si fermino neppure a rivangare nel passato di Vucinic pronti a snocciolare ogni piccola statistica che possa sembrare anche solo minimamente significativa. Non controllino quindi presenze, reti, rendimento, voti in pagella.

A questo punto tutti insieme chiudiamo gli occhi, e pensiamo a una domenica pomeriggio. Una domenica non fredda, ma nemmeno un’afosa domenica di agosto. Immaginiamo tutti  che sia primavera, col suo clima ideale per tirare calci ad un bel pallone. Facciamo che sia il 15 maggio 2012. Il nuovo stadio della Juventus è bellissimo quando c’è il tutto esaurito. Mancano pochi minuti all’inizio della sfida casalinga con l’Atalanta. I giocatori hanno appena calcato l’erba del nuovo campo per un breve riscaldamento e la tifoseria è già accesa come non succedeva da tempo. L’Atalanta scende in campo solo ora, in fondo è il loro saluto alla serie A dopo una stagione in cui solo stati umili fanalini di coda dalla prima all’ultima giornata. La nostra Juventus invece si è riscattata, è partita bene, ha tenuto duro fino in fondo e ora è lì, seconda a 2 punti dall’Inter capolista e con un solo punto di vantaggio sulla terza, il Milan.

La partita inizia. La tensione è altissima. Tutti hanno un occhio puntato verso il campo e uno verso il tabellone luminoso che annuncia i risultati, come solo il miglior Marotta potrebbe fare. La partita inizia maluccio, l’Atalanta tiene il pallino del gioco. Ma l’interesse verso il campo, si perde improvvisamente al decimo minuto. “Din Don”.Inizia a scorrere la scritta di una squadra che ha appena segnato.  C’è una L, ecco che spunta una A, ora una Z. E’ Lazio-Inter! E la delusione è tanta quando il tabellone indica che il punteggio ora è sullo 0-1. Pazzini. Mannaggia a te. Beh, il morale cala improvvisamente a tutti e lo stadio si trasforma in una triste veglia silenziosa intrisa di tristezza verso il successo interista. A fine primo tempo la Juve fa 0-0, a dispetto dello 0-1 dell’Inter e del 2-0 del Milan che torna grande con la doppietta di Ibra al Novara dopo la sua lunga assenza a causa di un brutto infortunio.

Forse neppure i giocatori ci credono più. Il buon vecchio Conte mischia le carte in campo. Marchisio entra per Pirlo e in fascia Ziegler rileva De Ceglie, sperando che queste mosse smuovano l’inerzia di questa partita. Siamo al decimo minuto quando il Milan mette già il terzo sigillo. Infondo il terzo posto non è così male se pensiamo alle due passate stagioni. Sono pensieri come questi che passano nella testa di quasi tutti gli juventini che allo stadio o da casa stanno assistendo all’ultimo match di campionato. Proprio quando tutto sembra perso ecco che l’infausto tabellone rianima il popolo bianconero. Klose l’ha messa dentro! 1-1 all’olimpico. Certo non basta, ma serve per ridare fiducia a una squadra demoralizzata. Il gol laziale è arrivato sfortunatamente tardi, siamo già all’ottantesimo. Conte chiama il quarto uomo a se per effettuare l’ultimo cambio di giornata. Vucinic entra al posto di capitan Del Piero. Tutto lo stadio si alza in piedi, è l’addio al calcio del capitano di mille battaglie e di mille successi. Del Piero emozionato si asciuga gli occhi, da’ il cinque a Mirko e dopo pochi secondi la partita ricomincia.

Mirko ha passato una pessima stagione alla Juventus. Partito titolare, è finito costantemente in panchina a causa del basso rendimento, surclassato dall’eterno Alex. Solo un paio di gol in tutta la stagione per Mirko, poca roba per chi arrivava alla corte della vecchia signora con ben altre aspettative. Nel frattempo la Juve torna ad attaccare, buttandosi tutta in avanti, ma la difesa atalantina in un modo o nell’altro resiste. Il portiere oggi è in stato di grazia e ogni conclusione di Matri viene abilmente ribattuta. Novantesimo. Il respiro inizia a farsi pesante, e sparisce del tutto quando il tabellone risuona nuovamente e tutti i tifosi trattengono il respiro per una manciata di secondi che sembrano però essere un’eternità per tutti. Il miracolo, la Lazo è in vantaggio, Cissè ha gonfiato la rete dopo un grave errore difensivo i Ranocchia. Il dramma sportivo interista, si sta per ripetere. La mente torna al 5 maggio 2002 e agli errori di Gresko che condannarono l’Inter ad ulteriori sfottò estivi per gli anni successivi. Tutto si sta’ ripetendo, se non fosse che alla Juventus manca ancora una rete. Il tabellone luminoso del quarto uomo si alza: 3 minuti per alimentare le ultime residue speranze juventine. L’atalanta non molla. Ultimo minuto, il portiere devia in angolo un tiro a botta sicura di Vidal. E’ calcio d’angolo. Salgono tutti. Al centro dell’area si piazzano tutti i saltatori, Matri, Chiellini, Bonucci, Lichsteiner persino Buffon lascia i pali per quest’ultimo assedio. I meno dotati di testa, tra cui Mirko si mettono sempre a ridosso dell’area piccola ma leggermente in posizione più laterale. Parte il calcio d’angolo, è corto. Sul primo palo c’è appostato Bonucci, colpisce il pallone di testa all’indietro e prolunga la traiettoria.La potenza è stata dosata male, la palla non è diretta al centro dell’area ma la sorvola fino ad arrivare sul secondo palo al limite dell’area piccola. Vucinic è lì in agguato. E’ pronto a staccare di testa, ma si accorge all’ultimo che la palla ha preso uno strano effetto. Lo sta scavalcando. Dietro di lui ci sono solo giocatori atalantini. Mirko fa allora un passo all’indietro e salta avvitandosi su se stesso portando il suo piede sinistro in cielo. L’impatto col pallone è perfetto. La sua rovesciata parte indirizzata nell’angolino opposto. Il portiere non vede partire il pallone. Tenta un disperato tuffo ma non c’è nulla da fare. E’ gol!

E proprio in quel momento l’arbitro porta il fischietto alla bocca, è finita! La juventus è campione d’Italia! Vucinic riscatta una stagione deludente con una prodezza che resterà negli annali del calcio e nella memoria di tutti gli appassionati di calcio.

Ora potete riaprire gli occhi. Non prendete tutto questo troppo sul serio,, rischiereste di rimane delusi. Ma se ciò che il fato ha in mente per noi sia un destino glorioso, anche se stanno arrivando molti buoni giocatori ma non certo dei fenomeni?

Dite che viaggio troppo di immaginazione?

Memento ardere semper!

Annunci

2 Responses to Veni, vidi, Vucinic

  1. PennaBianca87 says:

    sarebbe troppo bello per essere vero… da pelle d’oca

  2. delpieroni86 says:

    se non si sogna un po almeno d’estate 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: