Niente di più brutto

Dopo un’estate di scopa e settebello sotto gli ombrelloni e di litigate al Bar Sport sul fantomatico Mister X del Milan, non c’è niente di più brutto che vedere che la Serie A, ossia tutto ciò che sta alla base del calcio mercato, del fantacalcio e affini, non partirà. I mariti di tutta Italia sono già in crisi per trovare una nuova scusa per evitare la gita fuori porta con moglie e suoceri.
Come sempre si sono dette molte cose, che è assurdo che persone pagate a peso d’oro scioperino, che fare il calciatore non è un vero lavoro, che dovrebbero zappare la terra, che dovrebbero andare in miniera. La reazione collettiva, giustamente, è di questo tipo ma, si sa, che spesso il popolo ragiona come un uomo solo, un uomo con il paraocchi. Ci sono infatti punti a favore di entrambi le parti: sarebbe infatti impensabile che, così da un giorno all’altro, tutti i giocatori si siano alzati con la voglia di scioperare e di non pagare le tasse. La situazione è leggermente più complessa, cerchiamo di capirla in poche parole.

Il dissenso nasce sulle modifiche apportate alla sfera lavorativa dei calciatori, in particolare due articoli che, a detta loro, sono da modificare in quanto non accettabili.
Il primo, l’articolo 7,vede l’introduzione di un comma che permetta alle società di effettuare allenamenti separati per determinati giocatori: ossia sedute e quindi giorni ed orari diversi.
Il secondo, l’articolo 4, riguarda strettamente l’ambito economico ed è pressoché l’unico balzato alla cronaca: i calciatori contestano infatti l’inserimento di un comma che permette alle società di scaricare sui giocatori stessi il cosiddetto “contributo di solidarietà”, in seguito alla tanto chiacchierata manovra finanziaria del nostro governo.

Per quanto riguarda l’articolo 7, io credo che i calciatori abbiano ragione. Il fatto che vengano pagati molto non vuol dire che non debbano essere trattati parimenti, la possibilità di allenarsi e fare vedere le proprie qualità credo rimanga un diritto al quale è impossibile rinunciare. Chi gioca o ha giocato a calcio capirà perfettamente. I calciatori di Serie A rifiutano questo comma dicendo che potrebbe diventare una strumento di pressione delle società sui giocatori che non sono più graditi e che, in un modo subdolo, si vogliono spingere alla cessione. Leggi il resto dell’articolo

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Vivere “el clàsico” al Camp Nou

Ci sono cose che si preparano per giorni, mesi e a volte pure anni. Cose che muori dalla voglia di fare, e non stai più nella pelle nell’attesa che venga il fatidico giorno. Cose che aspetti da una vita, come se avessi vissuto fino a quel giorno solo nell’attesa di quell’evento.  Magari il giorno più bello della tua vita, assaporato dopo tanta pazienza e dopo tanta attesa. E poi ci sono quelle cose che capitano puramente per caso, quelle che sono talmente inaspettate da avere un sapore particolare, capaci di soddisfarti in un modo che magari neppure conoscevi.

Ci sono quindi due ragazzi qualsiasi, una coppia di fidanzati. Sono appena sbarcati a Barcellona, più precisamente all’aeroporto El prat. Al di fuori del terminal 2 il viavai di Autobus è notevole, quindi il ragazzo qualunque decide di rientrare in aeroporto e di chiedere delle informazioni. Mentre fa la fila il ragazzo qualunque scorge un foglio A4 qualunque, che recita trionfale la scritta “Biglietti per Barcellona-Real Madrid a partire da 73euro”.Giunge il suo turno all’ufficio informazione ma le indicazioni di cui necessitava perdono un po di importanza. La lei qualunque chiede al lui qualunque se vuole andare a vederla. Lui nega, in modo più che plateale. C’è una grossa porta girevole che permette alle persone all’interno dell’aeroporto di uscire all’esterno e viceversa. I ragazzi qualunque vi entrano, ma poi escono dallo stesso stesso lato. Tornano all’ufficio e acquistano due biglietti. E fu così che mercoledì sera mi ritrovai seduto al posto 5, fila 29, Settore 355, della zona Goal2 dello stadio Camp Nou.

Sono le ore 22 circa e mi siedo sul seggiolino a me riservato. Non un seggiolino come in curva a San Siro dove temevo di prendere a gomitate il vicino o a ginocchiate chi stava nella fila sottostante alla mia, ma un vero seggiolino. Non è certo una poltrona ma ti dona il tuo spazio vitale e ti permette di avere una certa nonchalance nei movimenti. Picchio anche il mio zoom sulla testa di quello che siede davanti a me, ma lo ammetto, solo per colpa mia.

Il campo è semideserto, ma dopo poco entrano in campo i 3 portieri del real. Ed è questo il momento che parte una bordata di fischi mai sentita prima. 92932 persone (paganti 92965 ma 13 era madrilisti e gli altri 20 erano sordomuti) che fischiano contemporaneamente gli anti-eroi della serata, i galacticos(ex-galacticos). Casillas in quel momento avrà sicuramente pensato “ma chi me lo fa fare”. Poco più tardi ecco entrare i portieri del Barcellona, accolti ovviamente da un’ovazione. E il binomio fischio/ovazione si ripete puntualmente all’ingresso prima del Real, poi del Barcellonaper un breve riscaldamento pre-partita. Subito la mia lei coglie particolari a cui non prestavo attenzione. “ma dov’è il capellone?”. Già cazzo, dov’è Puyol! Ok, Puyol non c’è, ora sono sicuramente cazzi amari. La partita, ancor prima di questa notizia era nata sotto la stella del pessimismo. “Vedrai che vado una volta io e perdono”, “Prima o poi riusciranno a vincere”, etc etc etc….

Scoccano le 23, e la partita si appresta a iniziare. Leggi il resto dell’articolo

Per quest’anno non cambiare

Berlusconi 2011

Anche se ogni stimolo alla scrittura e allo sbattimento settimanale è stato annientato in un sol colpo settimana scorsa, mi ritrovo qui a commentare l’ultima prestazione della Juventus seguita live a San Siro, cioè il trofeo Berlusconi.

E dopo una partita così una sola domanda ha attecchito le sue radici nella mia testa. E se anche quest’anno ci bagnassero il naso tutti? Le vacanze non mi hanno permesso di seguire il precedente trofeo TIM, ma dai vari highlights seppur non da vincenti mi pareva che avessimo lasciato il campo a testa alta. E poi ti ritrovi allo stadio e vedi che la tua squadra fatica a fare un tiro decente in porta in 45 minuti.

Ero giunto allo stadio sfoggiando ottimismo, il classico ottimismo estivo che solca i visi dei vari tifosi in attesa che arrivi la cupa serie A a regalare dolori a destra e a manca. Giochi una partita “vera” con un avversario a cui vorresti tener testa per far si che le tue convinzioni trovino fondamento e invece ti sembra di essere tornato indietro nel tempo di qualche mese, quando giochicchiava la tua piccola piccola Juve. Quella che dalla tre quarti in su entrava nel panico e non riusciva a creare azioni decenti, salvo poi subire il gioco degli avversari. Il primo tempo del trofeo Berlusconi a.m. è stata una dura lezione di calcio, a cui l’ottimismo juventino non era ancora pronto. Il secondo tempo la partita è iniziato come inizierebbe un Juventus vs scapoli e ammogliati e allora i bianconeri sono usciti un po dal guscio. D’altronde quando giochi contro avversari come Oddo, Rodrigo, Bonera, Taiwo, Boateng(non ovviamente Prince), Flamini, Cassano, Emanuelson capisci che subire in campo sarebbe veramente un’umiliazione  troppo grossa da digerire. E allora vedi una Juve intraprendente che sfiora il pareggio, pur restando fumosa e incocludente. Ma quanto valore ha, il secondo tempo del Berlusconi contro lo pseudo-Milan? probabilmente la valenza è tendente a 0 e appunto per questo sentir parlare di una partita dominata “un tempo per squadra” mi fa un po senso. Mancano pochi giorni all’inizio del nuovo campionato, ma la Juve sembra restare un cantiere aperto. E non so se saprei resistere ad un altro anno di delusioni firmate Juventus su atipici sportivi. Speriamo che il rodaggio della preparazione di Conte abbia giocato un brutto scherzo. E che magari Krasic inizi a fare almeno una buona giocata nell’arco dei novanta minuti.

Per fortuna c’è sempre Alex a tenere alto il nostro onore, e finchè continuerà a dar paga ai suoi compagni vorrà solamente dire che la nostra rosa è veramente senza speranze.

Che Dio volga il suo sguardo  su Torino e ci faccia la grazia.

Ovviamente una grazia bianconera, mica granata.

Milan: incidente di percorso?

Galliani perplesso

Proprio ora che mi stavo abituando a buone prestazioni e vittorie confortanti, proprio ora che vedevo il Milan ancora favorito per il prossimo scudetto le prendiamo da Juve e Inter?

No, essere catastrofisti in questa situazione sarebbe da stupidi, ma ammetto che ieri sera dei limiti sono emersi e sarebbe bene analizzarli.
Sarà anche vero che le assenze erano molte e non ci si poteva aspettare dai ragazzi della primavera prestazioni all’altezza dei titolari, ma vorrei sottolineare che a centrocampo, il reparto in cui a mio avviso si è fatto peggio, i giocatori erano tutti della prima squadra.

Senza Pirlo (lacrima nel vederlo con la maglia della juventus) i centrocampisti attuali sono: Ambrosini, Gattuso, Van Bommel, Flamini, Emanuelson, Seedorf e Boateng; ebbene, nonostante li ritenga tutti buoni elementi penso che non ci voglia un genio per capire che almeno un rinforzo sia necessario e proprio ora penso se non fosse stato meglio tenersi il giovane Merkel che tanto bene ha fatto l’anno scorso e che tanto bene avrebbe potuto fare quest’anno, anche partendo dalla panchina senza molte pretese.
Dei nomi che circolano adesso, seppur non mi abbia mai entusiasmato, penso che quello più adatto sia Montolivo, ma se proprio non si vuole mettere mano al portafoglio una soluzione sarebbe quella di sacrificare Boateng a centrocampo e portare Robinho o Cassano nel ruolo di trequartista; soluzione che consentirebbe anche di dare più spazio al folto reparto d’attacco.

Proprio quest’ultimo è quello che mi da più sicurezza per l’anno prossimo perché nonostante ieri non abbia fatto un ottima impressione, sarà dura ritrovarci la prossima stagione con un solo attaccante disponibile su sei totali.

Per quanto riguarda la difesa, in attesa di vedere Mexes, l’unico dubbio è il nuovo arrivato Taiwo che ancora una volta è sembrato una spanna inferiore rispetto ai compagni di reparto. Non vorrei che stavolta il Milan avesse sbagliato a scommettere su questo giocatore perché in tal caso a Gennaio bisognerà porre rimedio, in quanto un forte terzino sinistro ci servirebbe come il pane.
Male anche Bonera, che però non è più un dubbio perché non riesco neanche più a ricordare una sua prestazione degna di nota.

Ora non ci resta che aspettare il trofeo Berlusconi domenica sera e vedere se queste mie perplessità verranno confermate, anche se sono sicuro che quando il signor Galliani leggerà questo articolo si muoverà per porre rimedio e regalarci, anche quest’anno, una rosa all’altezza.

Ignoranti ma sani!

Festa della Dea 2011

Avevo promesso a me stesso che non avrei scritto nessuna riga di nessun post, o commento, (..in atipici sportivi) sull’argomento calcioscommesse prima della fine del processo, che, per chi non lo sa o fa finta di non saperlo, è prevista per il 20 agosto. Invece è bastata la prima sentenza per far sprofondare anche “Atipici Sportivi” nel vortice della rissa mediatica che ormai pervade l’intero mondo giornalistico sportivo da almeno due mesi. Rissa mediatica che ha decisamente fatto perdere in aticipità questo blog, aticipità che si era sempre mantenuta, secondo il mio punto di vista, su un buon livello, sia per lo stile degli articoli, sia per la pacatezza dei commenti (insomma, se volevo leggere qualcosa di differente da quello che scrive la Gazzetta dovevi andare su Atipici Sportivi). E tutto questo mi fa pensare..

Penso che se da domani riesco a mettermi d’accordo con un  paio di amici, forse un giro di millantatori riesco ad organizzarlo anche io e magari qualche annetto di squlifica a del Piero riesco a farlo prendere anche a lui…

Penso che se la mancanza di prove non è un buon motivo per scagionare un imputato, allora siamo veramente alla frutta. Se poi pensate che sia giusto che a Micolucci (intercettato e pentito) abbiano dato 14 mesi e a Doni e Manfredini (non intercettato, ma solamente nominato nelle telefenote di Micolucci) 3 anni e 6 mesi allora preferisco essere ignorante, piuttosto che comprendere questa vostra giustizia intelligente. E per fortuna che la giustizia ordinaria non funziona come quella sportiva!

Penso alla coerenza di chi scrive “Io credo che Doni sia colpevole” salvo poi rimangiarsi subito il pensiero scrivendo dopo poche righe “MA IO NON HO DETTO CHE DONI E’ COLPEVOLE!”, bè ma se uno lo pensa vuol dire che per lui lo è (o magari è l’ignoranza atalantina che ci fa fare strani ragionamenti!). E penso anche alla coerenza di chi,  appena scoppiato il caso calcioscommesse, sperava andassimo in serie B ed ora deve accontantarsi di un -6 punti! Ma come? Non ci volevi vedere in serie B? Ti accontenti di poco!

Pensa a dove sono finiti soggetti coinvolti come il capitano della giallorossa (Lecce o Roma? Ah no intendevano la pol.Villese scusate…), il Napoli, il Lecce, Fiorentina, e tutta l’inchieste sulla seria A. Ma forse è la mia ignoranza atalantina che non mi fa capire!

Penso a come possano aver creduto alle confessioni di Santoni (visto che ha patteggiato ed è passato dalla radiazione a 4 anni di squalifica), creduto a tutto tranne alla confessione in cui scagionava Doni. E Manfredini paga solo per una dichiarazione di Micolucci (su 53 pagine di sentenza viene citato in una sola riga!!) Però pensandoci bene avete ragione, è proprio una prova schiacciante! Ma io sono un atalantino ignorante e non posso capire. Leggi il resto dell’articolo

Insieme a te non ci sto più

Può succedere o può non succedere, poco cambia. Ormai Eto’o non è più uno dei miei giocatori preferiti: velocità, potenza, intelligenza, furbizia, lotta al razzismo, aforismi del tipo “vivo in Europa ma dormo in Africa” e trofei su trofei lo hanno reso, in questi ultimi anni, uno degli attaccanti che più mi hanno fatto sognare. Non so se andrà all’Anzhi, ma qualunque cosa succeda non potrò più apprezzarlo come un tempo, questo è certo.
Tre campionati spagnoli, un campionato italiano, tre champions league, una coppa intercontinentale, un mondiale per club, due coppe d’africa, un oro olimpico e ben quattro volte eletto miglior giocatore del continente nero. Tutto questo nel Barcelona, una delle più grandi squadra del mondo, e nell’Inter, una delle più grandi squadre del mondo. E non basta: campagne contro il razzismo, una famiglia solida e la stima di tutto il mondo del calcio.

Sembra una storia d’amore perfetta, dove tutto è complementare di tutto, niente di più, niente di meno. Ma si sa, come in molte storie d’amore perfette, arriva il terzo incomodo, qualcuno in grado di spostare equilibri che prima sembravano dogmi: una donna affascinante e bellissima, ovvio. In questo caso, dopo Barça e Inter, ti aspetti il supertitolato Real Madrid, o magari l’antagonista eterno dei nerazzurri, il Milan, oppure una squadra inglese che milita in uno dei campionati migliori del pianeta. Niente di tutto questo però. Il terzo incomodo, la donna irresistibile si chiama Anzhi Machačkala, una squadra fondata nel 1991 nella capitale del Daghestan, una regione caucasica famosa per non essere famosa per niente.
I tradimenti spesso avvengono col pensiero e, qualunque sarà la decisione di Eto’o, il solo fatto di averci pensato lo ridimensiona molto, a mio avviso. I soldi fanno gola a tutti, e se Roberto Carlos a fine carriera ha scelto di trasferirsi a Machačkala non gli si può contestare nulla: ha dato tanto al calcio e credo sia una scelta, seppur non condivisibile, accettabile. Samuel Eto’o ha da poco compiuto 30 anni, è nel massimo della forma, della carriera, può fare ancora quattro, se non di più, anni a massimo livello. Leggi il resto dell’articolo

Scusate se è poco

I giocatori festeggiano la supercoppa Italiana

Non so voi, ma io inizio a prenderci gusto. Dopo circa quattro anni di digiuno prima la vittoria in grande stile dello scudetto e ora via, subito alla prima occasione, un altro trofeo vinto contro l’inter. Si è una supercoppa e magari non è importante, ma sempre un trofeo è e si sa che quando si vincono contano tutti.

Nell’ultimo articolo evidenziavo la mia preoccupazione per la possibilità di vedere un derby in stile “Trofeo Tim”, ma devo dire che così non è stato: la partita mi è parsa a tratti veramente piacevole e nonostante rimanga dell’idea che sarebbe stato meglio giocare a San Siro, non ho potuto non apprezzare i tifosi cinesi che ad ogni passaggio esultavano come se avessero visto una magia del miglior Ronaldinho. Mi è piaciuto questo entusiasmo che non ha comunque mai oltrepassato il limite (vi ricordate le vuvuzela in Sud Africa?).

Ho sentito molti commenti positivi per l’Inter del primo tempo, ma io devo dire che sono molto soddisfatto del Milan che ho visto in tutta la partita.
Nonostante il primo tempo sottotono abbiamo giocato un più che buon secondo tempo, totalizzando quattro occasioni nitide da gol contro una su calcio piazzato; tutto questo contando anche il catenaccio degli interisti che ad un certo punto sembravano accontentarsi dell’1 a 0.
Mi è piaciuto molto Alvarez e penso che sarà un giocatore da temere in futuro, ma nel complesso l’Inter non mi ha fatto una grossa impressione e se veramente Etò verrà ceduto e non degnamente rimpiazzato potremo allungare ulteriormente il gap attuale.

Da sottolineare la partita di Ibra che aggiunge un altra ottima prestazione a questo inizio stagione; la speranza è quella di poterlo vedere così per tutto l’anno, senza i vistosi cali fisici e mentali visti a fine stagione dell’anno scorso. Gli esperti di Milan Lab garantiscono che con la loro preparazione dedicata quest’anno non ci sarà questo calo, ma io sinceramente sono un po’ dubbioso a riguardo.

Non che mi voglia sbilanciare troppo, perché Leggi il resto dell’articolo