Ho cercato dappertutto



“Fortune ‘s always hiding, I’ve looked everywhere”: la buona sorte si nasconde sempre, ho cercato dappertutto.

Dice così l’inno, il più famoso al mondo dopo You’ll Never Walk Alone. All’inizio di ogni primo tempo, all’inizio di ogni secondo tempo e a ogni gol realizzato lo si canta. Tutti.
Evidentemente, però, la buona sorte non l’hanno ancora trovata nei pub di West Ham, quartiere della Londra Orientale: l’anno prossimo niente gite a Manchester, nemmeno derby emotivi con il Tottenham. Solo scampagnate a Nottingham e viaggetto in bus nella tetra Crystal Palace, al di sotto del grigio Tamigi.
Il West Ham United Football Club è una delle squadre più anomale di tutto il continente, di tutto il Regno Unito certamente. Nonostante la sua sede sia nella città più popolata d’Europa, è da definirsi una provinciale, una che, ogni anno, lotta per la salvezza, una coppa delle coppe nell’anno in cui i Beatles rilasciavano Yesterday e poi poca roba per una squadra della capitale d’Europa. E a volte non ci riesce, appunto. Eppure è conosciuta in ogni angolo del mondo dove si mastichi calcio e, numerosi, sono i suoi fans, spesso illustri ed illustrissimi: Barack Obama e Steve Harris degli Iron Maiden per citarne alcuni. Ma perché? Cosa c’è di così affascinante in quella divisa azzurra e porpora?
Quando arrivi nel quartiere dello stadio, non sembra nemmeno di essere a Londra. Sono veramente lontani i palazzi della “Londra bene”, quella che ospita lo Stamford Bridge, dove vanno i tifosi eleganti, astemi e con le bandierine tutte uguali.
Boleyn Ground, meglio conosciuto come Upton Park, è uno stadio enorme in un quartiere un po’ indiano, un po’ arabo, un po’ inglese, in mezzo a costruzioni bassissime, roba che lo si può vedere anche da parecchia distanza. Le strade sono abbastanza sporche, si vedono quasi solo uomini. Però è domenica, il giorno del match, e capisci da dove arriva il fascino. Lo capisci dallo sciame di gente che non si reca allo stadio, ma allo storico pub adiacente, dove non puoi non bere birra e dove non puoi non imparare i cori degli Irons dopo venti minuti. Poi tutti allo stadio, in curva possibilmente. A volte si vince, molto spesso si perde. Ma ormai è chiaro perché è così forte l’amore peril West Ham: una società vecchia, densa di storia e che rimane tale e quale negli anni. Non importa se là davanti ci sia Bobby Moore, Di Canio, Tevez o Diamanti. Quel che conta è che la squadra, e il tifo, siano tra i più rispettati a Londra. Chelsea? Roba da femminucce. Il Tottenham gioca la Champions League? Non fa nulla, l’anno prossimo si risale e si fa vedere chi comanda a Londra, si vive di scontri diretti qui.
Chissà quando gli Irons troveranno la buona sorte, chissà se la troveranno poi. Rimane il mistero per il quale molti turisti calciofili preferiscano farsi una foto davanti alle mura di Upton Park, piuttosto che fuori dal pulitissimo Stamford Bridge. Nel frattempo è bello godersi il fascino di questa squadra tutta strana.

E di certo l’anno prossimo i tifosi si godranno il derby dei derby, West Ham – Millwall, la rivalità più accesa di tutto il regno di Sua Maestà, rivalità nata nel 1899. L’ultimo episodio, 2005, finì con un invasione di campo e vari accoltellamenti, speriamo la lotta sia solo in campo questa volta.

Annunci

One Response to Ho cercato dappertutto

  1. Ci sono stato in quel quartiere…molto suggestivo e lo stadio dal fuori è sicuramente più bello di Stamford Bridge!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: