Dal New Jersey con amore

Il complesso di inferiorità di noi Italiani nei confronti di tutto ciò che è straniero è, ahimè, ben noto.  Andare al mare alle Seychelles è di certo migliore di andare in Sardegna, anche se il mare è simile. Farsi fotografare dentro la Statua della Libertà è più affascinante di una foto nel Colosseo, anche se il noto anfiteatro ha molta più storia. E che dire degli champagnes francesi che magicamente hanno più appeal dei nostri ottimi spumanti.

Tutto questo porta ad un’inevitabile sottovalutazione dei prodotti di casa nostra, e nel calcio la storia non cambia. Quante volte le squadre del nostro campionato hanno bistrattato grandi promesse italiane per lanciarsi su stranieri sconosciuti, rivelatisi poi delle sòle?
Tra i casi lampanti c’è un certo Giuseppe Rossi. Un bistrattato, appunto. Nato nel freddo febbraio del 1987 nel New Jersey, Pepito, nomignolo affibbiatogli da Bearzot, si è fatto conoscere in una mediocre squadra inglese, il Manchester United. Con i Red Devils fa sfracelli nelle giovanili e alla veneranda età di 17 anni esordisce con la prima squadra. Dopo brevi comparse con il Newcastle e il Parma si reca al Villareal, la storia e nota. Oggigiorno c’è il Barça ad interessarsi di lui. Fermi tutti. Manchester United e Barcellona sono nella storia di un ragazzo italiano. I due club protagonisti della scena mondiale degli ultimi cinque anni.
Possibile che l’Italia si sia mai accorto di lui? Possibile che le grandi squadre italiane, i nostri United, non siano mai restati affascinati dai numeri di questo attaccante tascabile? Cosa offre di più l’orda di argentini che ogni anno sbarca nelle nostre società, per poi finire il sabato sera sui divanetti delle discoteche?
In tutti questi anni le Grandi Sorelle del nostro campionato hanno sempre ben accolto i Coutinho e gli Huntelaar di turno, scavalcando i confini nazionali. Perfino la Juventus non ha affondato su di lui al momento del suo ritorno in Serie A. Forse adesso sì, ma con qualche dubbio. E adesso è troppo tardi, senza nessun dubbio. Nemmeno la Nazionale lo ha aiutato come avrebbe dovuto. Mondiali 2010 Italia a casa al primo turno, e Rossi? A casa pure lui, sul divano però.

Sono dell’idea che l’errore sia stato fatto anni fa, in ogni caso, comunque vada a finire. E’ uno dei maledetti vizi di un benedetto popolo come il nostro. Spero solo che Giuseppe faccia molta strada, d’altronde è abituato: New Jersey, Inghilterra, Spagna. E spero anche che i dirigenti del  nostro calcio possano trarre una morale da tutto questo, ossia che non è tutto oro ciò che è straniero, e che soprattutto non tutto il nostrano vien per nuocere. In fondo alla Sardegna, al Colosseo e ai nostri spumanti io non rinuncerei mai.

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2 Responses to Dal New Jersey con amore

  1. delpieroni86 says:

    la juve invece li compra sì italiani ma sòle lo stesso…siamo sempre i migliori!

  2. PennaBianca87 says:

    ahahahahah.. è vero 🙂

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