La quiete dopo la tempesta

Parte la bufera calcioscommesse, e (di nuovo) il calcio italiano si trova immerso nella caccotta.

Numerose squadre implicate, altrettanti giocatori, ex-giocatori e addetti per una trentina di possibili partite truccate, sempre in rapido aumento, al punto che già ora che scrivo saranno sicuramente cresciute. Le reazioni del mondo del calcio sono tante e diversificate. Fondamentalmente chi a pallone gioca ancora e ad alti livelli, e quindi ha veramente tanto da perdere si è dichiarato stranamente estraneo ai fatti (i vari Doni, Totti, e le società come Napoli, Genoa etc..) mentre chi occupa un ruolo marginale (serie B/C, dirigenti, ex-calciatori) ha iniziato a “cantare”. Il giorno del formaggio si avvicina, un paio di mesi e vedremo i risultati che porterà l’indagine. I tifosi hanno reagito ne più ne meno come è scontato reagissero, un mix di delusione iniziale, a cui è seguito il rifiuto di ogni accusa.

Le vesti di vittime vengono vestite quotidianamente e a turno da tutti, tifosi, giocatori e società, ma solo degli stolti possono fidarsi di queste parole nella speranza che tutto non lasci delle conseguenze, come una bolla di sapone.  Riporto l’unico esempio che  posso citare, cioè quello dell’Atalanta essendo nato e vivendo in terra bergamasca, a stretto contatto con decine e decine di atalantini. I primi giorni sono stati quelli della calma e dell’indignazione, c’era una gara a rassicurarsi l’un l’altro che il nome di Doni era marginale, come se dopo un giorno non potessero più uscire delle prove nelle settimane seguenti o come se tutti avessero gli atti sotto mani e quindi potessero valutare oggettivamente la situazione. La seconda fase è stata quella della paura, qualcuno a conoscenza degli atti e degli interrogatori si lascia scappare che la situazione atalantina è grave, e aleggia quindi lo sconforto. Terza fase, sembrano non uscire nell’immediato accuse serie, vengono tirate dentro molte altre società e si inizia a difendere a spada tratta la propria squadra (sulla base di quali fatti non si sà) al punto che in questi giorni, forse domani, è stata organizzata una marcia di “sostegno all’Atalanta”. Il che lo trovo una cosa estremamente ridicola, non essendo ancora ne colpevole, ne innocente non vedo il bisogno di un “sostegno”. E’ un po’ un voler anticipare le cose, portare le mani avanti che è poi la stessa cosa che gli atalantini accusano ai giornali di fare. La vedo più una marcia dell’ “orgoglio” atalantino, in cui i tifosi cercano di autoconvincersi di non aver sprecato anni e anni a idolatrare un calciatore che poi poi combinava le partite e che li potrebbe far finire in C. La vedo quindi come una marcia dettata dalla sostanziale paura che il tutto finisca male. Anche perchè diciamolo, se si fosse sicuri dell’innocenza dell’Atalanta, una marcia sarebbe inutile. Ben venga quindi questa marcia di sostegno alla squadra e al presidente, ma per favore facciamo calare il silenzio in attesa che le indagini portino a qualcosa di concreto. Vedo tutto questo trambusto come un voler scoprire l’assassino di un giallo solo guardando la copertina. Lasciamo che sia il tempo a dare delle risposte e smettiamo di sprecare parole che a questo punto delle indagini non valgono proprio niente. Dedichiamo piuttosto tempo a queste ragazze -Foppapedretti- vero orgoglio di Bergamo(a prescindere dalle scommesse).

Dedico invece queste ultime righe al titolo, apparentemente inappropriato. E il riferimento è alla mia Juve che per ora non è ancora stata tirata in mezzo in questo caos. Detto che se mi dicessero che la juve vendeva le partite agli avversari non lo troverei assurdo visti i risultati, anche in caso di un coinvolgimento non perderei per nulla la calma. In fondo dopo la tempesta che abbiamo già passato, abbiamo già gli ombrelli collaudati.

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One Response to La quiete dopo la tempesta

  1. Per quanto riguarda la marcia ti quoto a pieno: persone scandalizzate solo ora del comportamento dei giornali e del modo in cui fanno informazione e poi i restanti giorni dell’anno, quando ci sarebbero motivi più seri per rimanere scandalizzati, non vedono nulla o fanno finta di nulla…

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