“Il Milan è campione d’Italia”

Foto di gruppo dei campioni d'Italia

Ore 22.40 di sabato 7 Maggio 2011, l’arbitro Emidio Morganti fischia la fine di un Roma Milan che non rimarrà negli annali, ma allo stadio Olimpico e in piazza Duomo a Milano scoppia la festa.

Adoro quel momento, quello del triplice fischio: vedere tutti che iniziano a correre e ad abbracciarsi, tu che alla tele esulti e vorresti essere li con loro e non accenni a girare canale o a spegnere davanti a chiunque ti dica “Dai che è finita, andiamo!”.

Non so cosa si possa provare di preciso dopo aver raggiunto un obiettivo così importante, dopo le pressioni per non aver vinto in questi ultimi quattro anni dove i tuoi rivali di sempre hanno invece vinto tutto, ma vedendo quei filmati posso quanto meno immaginarlo.

Ho ancora la pelle d’oca guardando Shevchenko che corre verso Dida dopo il famoso rigore del 2003 e ora gongolo guardando Oddo ubriaco che cerca di fare il giro della pista in meno di un minuto per un nuovo contratto o Cassano che fa il “Gioppino” e si prende una gomitata da Ibra.

Vedere poi Gattuso che canta con la curva “Leonardo uomo di merda” e i successivi commenti dei moralisti del Lunedì, sono stati la ciliegina sulla torta di una serata perfetta.
Caduta di stile, animale senza cervello e quant’altro, come quando Ambrosini mostrò il famoso striscione “Lo scudetto mettilo nel culo” sul pulman dei festeggiamenti della Champions 2007, ma per me è solo un uomo che non ha mai nascosto il cattivo rapporto avuto lo scorso anno con Leonardo, che a detta sua è stato trattato come un esordiente e che senza tanti fronzoli, in un momento di tanta felicità grida quello che pensa.

E’ lo scudetto di Allegri, dell’attacco che vanta tre giocatori ad aver superato i 10 gol, della miglior difesa con 23 reti fin ora subite (solo 6 nel ritorno!), di un bel gruppo che non ha mai creato particolari problemi, ma soprattutto di uno stratosferico Zlatan Ibrahimovic.
Nel calcio, ma nella vita più un generale, tendiamo a ricordare solo le ultime cose che accadono e l’impatto decisivo che Ibra ha dato a questo campionato sembra lontano anni luce.
Otto campionati consecutivi vinti parlano da soli e come già spiegato in passato spero con tutto il cuore che rimanga anche l’anno prossimo, ma che in caso volesse cambiare aria non proverei rancore nei suoi confronti, ma lo ringrazierei a vita.

In piazza Duomo la festa è durata fino a tardi e spero che venga riproposta dopo l’ultima giornata con un giro in pullman da parte della squadra, sperando che nessuno faccia cadere lo scudetto tanto aspettato per terra.

A differenza di Juventus e FORSE anche di Inter, il Milan ha ancora dalla sua un certo “appeal” e prima che anche questo vada ad esaurirsi, spero che la società faccia delle scelte giuste per riconfermarci in Italia, renderci più competitivi in Europa e regalarci altri momenti del genere.

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