L’Antigioco ha vinto una battaglia ma non la guerra!

Mourinho e Guardiola

Cosa dire dopo la sconfitta della Coppa del Re?

Ho lasciato passare un po’ di giorni dalla finale di Coppa del Re perché Mercoledì sera l’amarezza e la delusione era davvero  tanta. La finale persa è stata davvero difficile da digerire per ogni tifoso del Barça. Difficile perché si è persa una finale importante, difficile perché il clima a Madrid è ancora più carico, difficile perché ora il Real fa paura, difficile perché si è visto un calo di lucidità, difficile perché Mou è purtroppo, con i pro e i contro, un allenatore vincente.  A mente lucida credo, personalmente, che  la sconfitta possa essere forse più di stimolo al Barca che al Real in vista della partita di stasera e della semifinale di ritorno, che si giocherà al Camp Nou.

Parto dalla partita. Una partita davvero avvincente e bellissima da guardare. Un primo tempo fotocopia della partita di Liga con il Madrid molto alto e il Barcellona imbrigliato e incapace di proporre gioco. Si sono viste poche azioni corali e molti errori banali delle stelle blaugrana: le azioni catalane erano affidate alle singole giocate e nella prima frazione di gara non si è vista la squadra che conosciamo e che noi ammiriamo. Nel secondo tempo cambio drastico e il Barça è uscito dagli spogliatoi con un ritmo di gioco a dir poco devastante. Xavi e Iniesta fino a quel momento inesistenti, a causa delle marcature asfissianti delle merengues, hanno iniziato a produrre una quantità di palle fantastiche che per demerito degli attaccanti e per merito di Casillas non si sono concretizzate nel meritato vantaggio. I galattici invece, dopo un primo tempo in cui il dispendio delle energie era stato elevato,  hanno preferito aspettare gli avversari, rompere il gioco e ripartire in contropiede. Il risultato alla fine dei 90 minuti però è stato un misero 0a0 con molte occasioni sprecate da ambo le parti. Nei supplementari  la squadra di Guardiola è patita con meno grinta dei minuti precedenti e nel secondo tempo supplementare in contropiede il Real riesce a passare con un goal di testa di Cristiano Ronaldo e si aggiudica la Coppa.

La cosa che più è mancata è stata di sicuro la lucidità in attacco. Villa, inesistente, è sembrato il cugino lontano di quello visto negli anni precedenti, Pedro si è svegliato nel secondo tempo ma è stato molto impreciso sotto porta e infine Messi, imbrigliato nei raddoppi previsti da Mourinho, non è riuscito a dare gli spunti giusti e a fare le giocate spettacolari a cui ci aveva abituato.

In questi giorni la stampa catalana è stata molto critica verso Mourinho e il suo stile di gioco. Non si può non ammettere che sia uno stile vincente oltre che fortunato (già con l’Inter questo stile di gioco ha distrutto il bel gioco di Pep) ma a mio parere è davvero irritante soprattutto per l’alone vincente che circonda l’allenatore portoghese. Dal mio punto di vista è irritante perché la squadra che gioca peggio riesce a vincere con la forza, con la grinta e con stratagemmi a limite del regolamento (stile di una provinciale) che annullano le qualità tecniche dei giocatori avversari e che distruggendo il gioco di una squadra come il Barcellona che del gioco fa la sua vocazione. Molti di voi avranno sicuramente notato i falli continui di Pepe o di Khedira  a palla lontana e quando l’arbitro era distratto. Questi falli “tattici”, che molti di voi ricorderanno perché anche l’Inter  faceva continuamente per distruggere il gioco avversario, sono al limite del regolamento e per la fortuna del filosofo del catenaccio non sono visti e quindi rimangono impuniti. Purtroppo chi vince ha sempre ragione, ma io sono della stessa opinione di Cruyff che, prima della partita di coppa, sosteneva che l’unico metodo per battere il Barcellona era il non-gioco e il catenaccio del portoghese e cosi, purtroppo, è successo. L’unica volta che il Real ha tentato di vincere contro il Barca con il gioco e a viso aperto, come molti di voi ricorderanno,  è stata un’esperienza distruttiva visto il 5 a 0 rifilato dalla squadra di Guardiola.

Cosa mi aspetto dalla partita di Champions di stasera? La mia aspettativa è una rivincita. Condivido alla lettera lo sfogo di Guardiola contro l’allenatore delle merengues di ieri. Una rivincita con poche parole, come chiesto da Pep, e molti fatti, con meno slogan e più cattiveria agonistica e con una grinta che possa fare la differenza.  Non scambierei mail il bel gioco del Barca con quello inesistente del Real ma bisogna migliorare molto nell’approccio alla gara. Ecco perché secondo me questa sconfitta farà bene più al Barcellona che al Madrid perché caricherà molto l’ambiente e la voglia di rivinci taci regalerà sicuramente una partita fantastica. Bisogna tornare più forti di prima proprio come ha scritto Piquè su Twitter commentando la sconfitta di Mercoledì.  Non mi sbilancio, per scaramanzia, sul favorito ma spero che il Barça stasera dimostri il suo valore!!!

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Info Clivo
Sono nato il 23 dicembre del 1988. Abito a Gorle un paese vicino a Bergamo a pochi km da Milano.Sono diplomato al liceo classico indirizzo socio-psico-pedagogico. Frequento l'università al corso di ingegneria meccanica

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