Massimiliano Allegri

Allegri dopo Lazio-Milan

In tutte le conferenze stampa pre-partita del Milan che ho seguito, ho notato che Allegri, ha sempre descritto la partita in oggetto come la più importante della stagione. L’ha detto anche prima della trasferta a Brescia, lo dirà probabilmente sabato prima di Milan – Bologna e anche nelle prossime partite, fino a quando la matematica non ci proclamerà campioni d’Italia.

Questa filosofia atta a tenere sempre alta la concentrazione e a pensare passo per passo solo a se stessi si è rilevata vincente e anche sabato, pur non avendo meritato di vincere, ho visto la squadra concentrata e decisa a cercare la vittoria fino alla fine; vittoria arrivata dopo il primo grande errore della difesa bresciana nel corso di tutta la partita.

So benissimo che non è stato l’allenatore del Milan ad aver inventato questo modo di affrontare le partite e probabilmente in molti vorrebbero poter guardare solo a se stessi, ma trovo comunque questa pre-tattica la scelta giusta per la sua prima avventura in una grande squadra.

D’altra parte si parla già dell’anno prossimo e di un Milan che tenterà di salire sul tetto d’Europa (cosa a mio parere del tutto improbabile), ma se così fosse penso che questa tattica dovrebbe cambiare o maturare, a favore di una maggior sicurezza nei propri mezzi e di una voluta sfrontatezza prima di quelle partite in cui il Milan deve solo che vincere. Penso a tal proposito alla Juventus prima di “Calciopoli”, una corazzata che tutti avevano paura di affrontare.

Quest’anno mi è piaciuto molto Allegri che, grazie anche ad un ottimo mercato, ha ridisegnato l’assetto di una squadra, ha portato in campo formazioni spesso diverse, ha convinto chi di dovere che Ronaldinho era tutto tranne che indispensabile e ha creato un bel gruppo che deve molto ma non tutto a Ibrahimovic. Avanti così anche l’anno prossimo quindi, se non forse con una dose di carattere in più anche davanti alle telecamere, per riprendere quel discorso sulla sicurezza che ho spiegato poco fa.

Tornando alla situazione attuale e ricordando che lo scudetto potremmo ancora perderlo (magari scoppia un epidemia di colera a Milanello, non si sa mai): quattro i punti che ci separano dalla conquista dello scudetto, quattro le giornate che mancano per finire il campionato, quattro gli anni passati senza vittorie e quattro il numero massimo di vittorie consecutive di quest’anno.

Si, non ho sbagliato a scrivere: quest’anno per tre volte il Milan ha vinto quattro partite di fila e poi ha fallito la quinta; ora non ci resta che sfatare anche questo “Tabù” annuale e avvicinarci ancor più al tricolore.

Se l’Inter non vincesse a Cesena, potremmo già chiudere la pratica scudetto contro il Bologna, ma sinceramente se potessi scegliere, preferirei che questo scudetto lo vincessimo a Roma, per avere tutto il gruppo presente (Ibra, Pato e forse anche Pippo!) e poi festeggiare alla grande a Milano, magari con qualche sorpresa, la settimana dopo.

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