Riconoscenza infinita

Marcello Lippi

 

Mi trovo ogni giorno e sempre più ad imbattermi in discussioni pepate. Internet ha stimolato molto il dibattito calcistico e la rete pullula di siti e blog calcistici (settore nel quale dominiamo). Fenomeno nascente parallelo a quello dei blog e dei social network è la figura del “Fanculizzatore da tastiera”. Oramai è merce rara trovare dei video su youtube in cui tra i commenti nessuno si insulti, sia a vicenda che verso terzi. E anche il mondo dei commenti calcistici vive questa fase. Ognuno potrebbe fare il mister meglio di tutti gli altri, ognuno pensa di poter essere meglio del tale dirigente, ognuno segnerebbe quel gol sbagliato clamorosamente a tu per tu col portiere. Figuriamoci cosa si può leggere in questi mesi riguardo alla Juventus, oramai caduta in disgrazia. La top ten degli insultati è dominata da mister Delneri ( criticato anche dal sottoscritto anche se in maniera leggera), ma il bello è che gli insulti li prendono pure quelli che vengono scelti come papabili sostituti, nonostante spesso non c’entrino nulla. Il classico nome che spunta da dieci anni a questa parte a ogni panchina juventina traballante è quello del caro Marcello. E altre alle sue quotazioni, sono tornati in auge anche i “suoi” insulti.

L’ho presa molto larga, ma in questo post ci tenevo a parlare di riconoscenza. Il suddetto è un valore che storicamente non trova spazio nel mondo del calcio, mi ricordo di uno dei casi più ecclatanti. Italia 90′, semifinale Italia-Argentina con Diego Maradona in campo, si giocava proprio nella sua Napoli. Il pubblico si divise fortemente, ci furono i napoletani che andarono allo stadio a tifare Argentina e quelli che rimasero fedeli alla bandiera italiana. La vittoria Argentina creò una fortissima rabbia nel cuore degli italiani, specialmente in quello dei napoletani che forse speravano che Diego si facesse da parte solo perchè giocava in un club italiano (ma chi mai l’avrebbe fatto??). E fù così che a Roma,  come si vede dal video, durante l’inno argentino nella finale piovvero una marea di fischi scatenando l’ira del “pibe de oro” che non solo non ricevette gratitudine per ciò che stava facendo per Napoli e per il calcio italiano, ma non fù proprio rispettato come persona.

Questo esempio calza a pennello per dimostrare come la gratitudine sia un valore che seppur universalmente riconosciuto, non è conciliabile col calcio. Ovviamente il caso Maradona mi scalfisce poco, mentre Marcello Lippi è un nome di casa oramai. E’ oramai anni che leggo e sento commenti indicibili sul mister che probabilmente mi ha regalato le emozioni calcistiche più grandi, forse impareggiabili. Gli interisti hanno il dente avvelenato da quando sulla loro panchina Lippi fu un flop (aggiungo come chiunque in quegli anni), e nemmeno Germania 2006 fù sufficiente a placarne gli animi. Tutti gli altri lo odiano per la figuraccia dello scorso mondiale in Sudafrica. Il quadro si chiude con gli juventini che lo odiano, ma non ho ancora capito bene perchè, e guai ad accostarlo nuovamente alla panchina di Delneri.

Il mio parere è chiaro, io penso che Lippi abbia scritto indissolubilmente delle pagine indimenticabili per tutti i cuori juventini e soprattutto italiani. Per come la vedo io potrebbe tornare sulla nostra panchina e farci retrocedere in serie B, ma il mio parere complessivo sarebbe comunque di profonda gratitudine. Vedrò mai un altro mondiale vinto dalla nostra Italia? Una champions a Torino? La Juventus sul tetto del mondo? Una Juventus in grado di battere tutti, Real, Barcellona, Manchester, Inter e Milan? Forse no, o forse sì, me lo auguro. Ma ciò che ha fatto Marcello per me non potrà mai essere scalfito da un qualsiasi risultato negativo. Penso sempre che, in due mondiali, sia meglio arrivare una volta primi e una volta ultimi, piuttosto che arrivare due volte di fila secondi. Sfortunatamente il mio pensiero è condiviso da poche persone, gente alla quale basta una piccola macchia per scordarsi tutto ciò che di bello è stato fatto. E per quanto riguarda Lippi, l’odio nei suoi confronti non penso sia giustificato dal suo carattere spigoloso e dalla sua schiettezza, in fondo caratterialmente Mourinho è il successore di Marcello, con la differenza che il primo viene idolatrato.

Nonostante tutto quello che si dica…

Grazie di esistere Marcello

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One Response to Riconoscenza infinita

  1. Davidecorti says:

    Sottoscrivo in ogni sua parola l’articolo del Pera…Alla stadio quando giocava la Juve di Lippi c’era sempre uno striscione simpatico che riassume in breve il senso dell’articolo. Lo striscione diceva: ” Ci pensa il Marcello”.

    N.b. Non si offendano gli altri componenti della redazione di atipici sportivi se non commento i loro articoli, li leggo tutti con molto interesse. La mi fede bianconera mi porta a sentire di più quelli relativi alla mia squadra del cuore.

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