Il paradosso della squalifica

La famosa testata di Zidane a Materazzi durante la finale dei Mondiali 2006 tra Italia e Francia

Mettiamo il caso che un bel giorno, dopo qualche ora di stressante e intenso lavoro, solo perché un mio collega mi disturba eccessivamente o si rivolge a me in modo poco carino (magari con qualche apprezzamento verso la mia tanto amata sorella) decido di farmi giustizia da solo dandogli una testata o una gomitata all’altezza dello zigomo sinistro (lasciandogli un bel ricordino, un po’ come quello che il mio caro compagno di calcio mi ha lasciato ieri sera durante l’allenamento, ovviamento involontariamente).

Prima di tutto dovrei difendermi da un’eventuale reazione del mio collega, che potrebbe benissimo essere decisamente più volenta della mia “offesa”. Come minimo poi mi aspetta, nel migliore dei casi, una bella lettera di richiamo da parte del mio responsabile e un’ inevitabile sospensione dal lavoro (quindi senza retribuizione!) dove il mio ruolo non è di massima utilità per l’azienda. Come ipotesi peggiore c’è, poi, il licenziamento con giusta causa  (l’aggressione ad un collega rappresenta una giusta causa di licenziamento, art.7 dello statuto dei lavoratori).

Fin qui tutto ok, nessuna obbiezione da fare. Ma perché tutto questo ragionamento non è valido se si parla di atti violenti commessi da calciatori? Mi spiego meglio.

Se un calciatore viene espulso per un gesto violento o per un fallo di reazione (gomitate, testate, calci , sputi e chi più ne ha più ne metta) prende una  semplice squalifica (ovvero come una sospensione dal lavoro) e niente più. Se fossi in Ibraimovich ringrazierei parecchio il mio datore di lavoro e il giudice sportivo per le tre settimana di riposo concessemi (e non ditemi che un allenamentino di un paio d’ore al giorno è così impegnativo ). Tutto questo senza intaccare il mio ingaggio faraonico (n.b.: cito Ibra non per una particolare antipatia nei confronti dell’attacante svedese, ma perché è coinvolto nell’ultimo episodio successo dell’ultimo turno di seria A, potrei citarne tanti altri e diversi anche nell’ambiente atalantino).

Quindi non mi resta che comprendere come mai un normale dipendente di una normale azienda di calcio debba essere trattato così diversamente da un normale operaio di una qualsiasi azienda italiana. Anzi, essendo il calciatore un libero professionista, dovrebbe essere ancora meno tutelato di un normale dipendente, il quale perdendo qualche settimana di prezioso stipendio probabilmente non riuscirebbe neanche più a guadagnare quello che un calciatore medio di serie A guadagna in un giorno di “lavoro”.

La mia proposta? Ad ogni espulsione per gesto violento o comportamento antisportivo deve seguire obbligatoriamente una sospensione della retribuzione del calciatore che si è reso protagonista di tale inqualificabile gesto, sospensione dello stipendio che deve essere pari al numero di settimane di squalifica inflitte dal giudice sportivo

Controproposta? Uniformare questo privilegio concesso ai calciatori a qualsiasi contratto di lavoro stipulato in territorio italiano. Ah.. se per caso dovesse passare la seconda ipotesi, avvisatemi subito, che domani mattina, appena arrivo sul mio posto di lavoro, per guadagnarmi qualche settimana di ferie, una gomitata a qualche mio collega la do volentieri !

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2 Responses to Il paradosso della squalifica

  1. Purtroppo hanno privilegi in qualsiasi cosa che fanno e quindi la tua lamentela è giusta… per quanto riguarda la tua proposta però penso che stia a società per società a muoversi adeguatamente e penso anche che ci siano delle multe che magari non vengono rese pubbliche…. http://www.youtube.com/watch?v=jrRZ_oy1MJA&feature=related minuto 03:15

  2. manuciga says:

    Le multe sono una buona cosa, ma la mia proposta è proprio una sospensione dello stipendio come clausola inserita obbligatoriamente nel contratto nazionale dei calciatori. Tante volte la multa data dalla società ad un suo tesserato dopo un gesto poco qualificante è più un modo per tutelarsi l’immagine che una punizione per il giocatore.. comunque ben vengano anche le multe salate!

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